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27.03.2018

Terrazzamenti, si coltiva la cannabis

Parte degli appezzamenti da dedicare alle colture sperimentali
Parte degli appezzamenti da dedicare alle colture sperimentali

In Valbrenta è nata una nuova idea per la valorizzazione e la riqualificazione dei paesaggi terrazzati: adesso le antiche masiere del ‘700 utilizzate dai valligiani per la coltivazione di tabacco e generi di prima necessità diventano un polo culturale, artistico e di studio, con nuove applicazioni delle culture come la produzione di “cannabis carmagnola” da utilizzare come spezia e per gli infusi. Il progetto ha preso piede a Oliero, frazione di Valstagna, e si sta distinguendo per originalità e spirito di sperimentazione. Parte da lontano, quando Giovanni Abrami, docente in università italiane e straniere, impegnato nei campi della geografia e della pianificazione ambientale, ha deciso di recuperare una vecchia abitazione di tabacchicoltori per farne un luogo di studio, ricerca e progettazione in materia di valorizzazione paesaggistica, agricola e ambientale. Oggi questa attività continua a crescere grazie al sostegno di un gruppo di giovani della Valbrenta, che sta dando vita a un progetto che vede integrate diverse competenze, abilità ed esperienze. Altri fondatori sono Chiara Nichele, coordinatrice della sezione locale all’ultimo incontro mondiale dei paesaggi terrazzati per conto dell’Alleanza internazionale “Itla”; Manuel Pablo Pace, artista internazionale, con esperienza come direttore artistico di InfArt, noto festival di street art, e inventore della nuova professione di paint coach; e Andrea Laverda, agricoltore di Valstagna con un’azienda sperimentale situata interamente su un territorio terrazzato. Significative poi le collaborazioni con le associazioni attive nel territorio, in particolare “Alta Via del Tabacco”, finalizzata alla promozione del turismo culturale in Destra Brenta. «Il progetto che darà vita a un’associazione culturale e si apre a una possibile fondazione - spiegano Abrami e Nichele - si basa sulla valorizzazione dell’interazione tra tre settori di attività: agricoltura, ospitalità e arte. In particolare, le attività agricole si concentrano sulla sperimentazione di nuove colture e nuovi metodi colturali». Le novità sono davvero “rivoluzionarie”, mai attivate prima nel Bassanese. «L’anno che si è concluso - continuano i promotori - ha visto le prime sperimentazioni di coltivazione di “canapa carmagnola”, finalizzata all’utilizzo delle infiorescenze come spezia o per infusioni. Saranno inoltre avviate attività nel campo dell’apicoltura naturale e nella definizione di modelli di coltivazione basati sulla massimizzazione della biodiversità finalizzata alla valorizzazione del paesaggio terrazzato». Tutto verrà realizzato in un’ottica nuova per la Valle, ovvero l’arte. «La dimensione artistica - spiegano gli esperti - consentirà di introdurre una nuova interpretazione di questi luoghi, considerati fino ad oggi marginali. La vecchia abitazione diventerà quindi il luogo ideale per installazioni specifiche, ma anche per mostre non convenzionali e per la realizzazione di residenze artistiche. Non mancherà infine la creazione di network per innescare la creatività di artisti nazionali e internazionali». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Cavedagna
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