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18.08.2018

Sui viadotti in Valle
i segni degli anni
che fanno paura

VALBRENTA. Inevitabile. Dopo la tragedia di Genova, con il viadotto autostradale crollato la vigilia di Ferragosto che ha ucciso 38 persone, senza contare gli automobilisti ancora dispersi, era inevitabile chiedersi come stanno le strade - quelle sopraelevate, in particolare - che attraversano il Bassanese. Era inevitabile poi partire dalla statale 47, costante oggetto di problemi cronici, più volte riportati dal Giornale di Vicenza: dalle asfaltature colabrodo, ai giunti dei viadotti staccati e taglienti che solo pochi inverni fa avevano fatto strage di pneumatici. Nulla, rispetto alla tragedia del ponte Morandi a Genova ma è chiaro che vi siano dettagli da non sottovalutare. Allora bisogna muoversi, andare sotto i ponti, verificare da vicino come stanno quei 30 chilometri di statale che attraversa la Valbrenta, da Pove fino a Primolano, al confine con il Trentino, dove la strada diventa all’improvviso un tavolo da biliardo, molto diversa dalla “gruviera” vicentina. In un controllo visivo dei piloni che abbiamo compiuto ieri sono emerse alcune problematiche importanti, le più gravi concentrate essenzialmente nel tratto di statale che attraversa la frazione di Primolano, in Comune di Cismon. 

Francesca Cavedagna
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