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13.08.2017

«Semaforo e dossi contro il traffico»

Nella strettoia di Campolongo è già presente il semaforo CECCONIl rettilineo a nord del centro
Nella strettoia di Campolongo è già presente il semaforo CECCONIl rettilineo a nord del centro

Non ci sono solo i paesi della sinistra Brenta a soffrire le migliaia di automobilisti in viaggio sulla Ss 47, arteria che da troppo tempo manifesta gravi carenze infrastrutturali. Grossi disagi sia in termini di sicurezza che di vivibilità li sta subendo anche Campolongo, la cui strada principale è presa d’assalto in quanto unica alternativa in Valle alle interminabili colonne e ai rallentamenti legati anche al famigerato semaforo di Carpanè. Una situazione che sta diventando sempre più insostenibile, tanto che 136 abitanti hanno firmato una petizione, indirizzata al Comune, per chiedere urgentemente l’accensione del semaforo nella strettoia e l’installazione di dossi rallentatori nella strettoia stessa, a nord della ditta Geo&Tex, in via Vialetti, oltre che all’uscita dal paese, dopo la diga.

«Come ogni anno si ripresenta il problema del traffico del sabato e della domenica - spiega l’avvocato Luca Milano, uno dei promotori dell’iniziativa -. Si tratta del flusso di andata e ritorno dei vacanzieri, che per il nostro paese rappresenta purtroppo uno sterile passaggio, in quanto nessuna di queste auto si ferma e dunque alimenta l’economia locale. Ma soprattutto il traffico costituisce un profondo disagio per i residenti, che si trovano a dover combattere in casa propria contro migliaia di automobilisti, a volte arroganti, che non conoscendo né le regole civili né la segnaletica stradale, non concedono la precedenza nella strettoia in primis alla sera, quando rientrano dalla gita e non permettendo a nessuno di passare. Per non parlare dell’alta velocità con cui transitano auto e moto sia di giorno che di notte, prendendo il dosso della strettoia come rampa di lancio: con dei dissuasori di velocità si potrebbero limitare i rischi di gravi incidenti e garantire sicurezza agli abitanti, costretti a contorsioni e a posizioni funamboliche per scorgere se dall’orizzonte arriva qualche “missile” pronto a colpirli. L’unica ragione di tutto questo passaggio è la ricerca di una comoda via di fuga dal famigerato semaforo di Carpanè, che non viene tolto anche per il denaro che procura alle casse di san nazario, a discapito però dell’interesse di Campolongo».

«Il tentativo di arginare il traffico e migliorare la sicurezza - ritengono Luca Milano e i firmatari della petizione - non dovrebbe avere grandi impatti dal punto di vista ecologico, in quanto il minor traffico che si spera di ottenere compenserebbe lo smog dovuto alla fermata delle auto, peraltro sempre più dotate di “start&stop”. L’accensione del semaforo, almeno per circa tre ore serali e per sei settimane, da metà luglio a fine agosto, non inciderebbe sul bilancio comunale, visto che la lanterna semaforica è già accesa, in modalità lampeggiante. Se i risultati non fossero apprezzabili, si farebbe sempre in tempo a tornare alla situazione di prima».

Quindi l’appello al Comune. «Chiediamo al sindaco e al Consiglio comunale - conclude la petizione - di prendere posizione e voler prendere in considerazione le richieste di quella parte di popolazione costretta a convivere con il pericolo e con l’impossibilità di muoversi liberamente: perchè dobbiamo pagare noi?».

Davide Moro
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