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05.09.2018

Sì e no alla fusione, match in Regione

Una suggestiva veduta panoramica della Valbrenta CECCON
Una suggestiva veduta panoramica della Valbrenta CECCON

Fusione dei Comuni della Valbrenta: sia sindaci che i comitati del “No” in Regione, davanti alla prima commissione, per presentare progetti e ragioni, favorevoli o contrarie, alla formazione di un unico Comune tra Solagna, Campolongo, San Nazario, Valstagna e Cismon. L’appuntamento, al quale parteciperanno anche tutte le realtà che hanno avviato iter analoghi, è fissato per le 10 di oggi a palazzo Ferro Fini, dove gli amministratori della Valbrenta presenteranno nel dettaglio il progetto di fusione, lo studio di fattibilità e le delibere approvate dai Consigli comunali, senza escludere le osservazioni delle minoranze consiliari e dei rappresentanti del comitato contrario al radicale cambiamento amministrativo. «Il passaggio è chiaramente importante - spiega il presidente dell’Unione montana, Luca Ferazzoli -: la Regione avrà la possibilità di visionare tutti i passaggi dell’iter di fusione intrapresi finora, con il dettaglio dello studio di fattibilità, che includerà progetti, motivazioni e vantaggi della fusione dei Comuni». Chiaramente sarà data voce anche alle posizioni contrarie, rappresentate sia da alcuni comitati, nati tutti a Solagna, rappresentati da Roberto Ferracin, Stefano Bertoncello e Daniele Andrea Nervo, che non vedono in questo passaggio una reale possibilità di miglioramento per i singoli Comuni della Valle. In tre distinte osservazioni, i consiglieri di minoranza hanno ribadito le molte perplessità sul Comune unico, spiegando che «i servizi diminuirebbero, i paesi perderebbero le loro identità e peculiarità, verrà cancellata una rappresentanza diretta dei cittadini, saranno spostati e accentrati gli uffici a nord della valle», e molto altro. Diametralmente opposte le posizioni degli altri amministratori della Valbrenta, incluse le minoranze consiliari, che - ad esclusione di un unico voto contrario a Valstagna - hanno approvato la fusione all’unanimità, convinti che sia «l’unica possibilità per dare un futuro economico, turistico e sociale alla Valbrenta». Le ragioni, già presentate in diversi incontri organizzati nei mesi scorsi in paesi e frazioni della Valle, sono dettagliate nello studio di fattibilità, e sottolineate dal presidente dell’Unione montana, Luca Ferazzoli, che spiega come: «La fusione è la conclusione di un percorso amministrativo che parte da lontano e che ha portato al trasferimento di tutte le funzioni fondamentali di ogni Comune all’Unione. È vero che il Comune unico, nella fase iniziale, potrà non avere solo lati positivi per i cittadini, ma crediamo davvero sia l’unica possibilità per non continuare semplicemente a resistere contro i tagli, lo spopolamento e la diminuzione delle nascite, ma di guardare al domani con ottimismo e una prospettiva di crescita finalmente fattibile. I paesi della Valle non perderanno la propria identità, sarà la Valbrenta ad acquisirne una nuova, più potente, sinergica e attiva». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Cavedagna
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