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19.05.2018

Sì al Comune unico, tocca alla Regione

Anche a Valstagna la delibera per chiedere alla Regione di avviare l’iter del Comune unico della Valbrenta è passata. L’unanimità non è stata raggiunta solo per un voto contrario, quello del consigliere di minoranza Camillo Sasso, che però non ha motivato le ragioni del suo dissenso limitandosi a dichiarare: «Mi dissocio dalla maggioranza, voterò contro la fusione dei Comuni. Spiegherò il perché in altra sede». Il resto del Consiglio, invece, si è dimostrato compatto, non solo con il voto favorevole, ma anche con le dichiarazioni di voto lette subito dopo che il sindaco Carlo Perli ha dettagliato i contenuti del documento pronto per essere spedito in Regione. Chiara Nichele, consigliere di minoranza non originario della Valbrenta, ha dato una motivazione «poco istituzionale», del suo sì alla fusione: «Una scelta voluta, che ha un significato importante. Io non sono valligiana - ha spiegato - ma ho scelto la Valbrenta come territorio in cui vivere, lavorare e costruire il mio futuro. Credo che un occhio “foresto” come il mio possa far comprendere quanto la Valle in realtà sia già fortemente unita, anche attraverso i territori che la compongono, attraverso la tradizioni, le possibilità di promozione e potenziamento economico e turistico. Siamo già un grande paese, legato da un territorio incredibilmente ricco di risorse, che per essere potenziate, aspettano solo di essere condivise e messe in rete». «La Valle di fatto è già unita - gli ha fatto eco il consigliere Roberto Costa -: non si tratta solo di territorio ma delle persone che lo compongono e lo fanno evolvere. parlo delle associazioni sportive e di volontariato. Credo sia importante dare ai cittadini la possibilità di scegliere il loro futuro». Ovviamente non poteva mancare l’aspetto economico, argomento trattato nell’intervento del sindaco Carlo Perli. «Questi anni sono stati complicati - ha affermato il primo cittadino -, ma siamo certi di aver fatto tutto il possibile per mantenere le promesse fatte durante la campagna elettorale. Abbiamo sempre sostenuto tutti i passaggi verso il Comune unico, a partire dal trasferimento dei servizi all’Unione montana. La fusione porterà anche a Valstagna risorse economiche davvero necessarie, attraverso le quali sarà possibile realizzare un progresso fattivo del nostro territorio. Fino ad ora noi abbiamo fatto il nostro, completando le opere pubbliche avviate dai nostri predecessori, avviando lavori di manutenzione e guardando al futuro dei giovani con investimenti nel plesso delle scuole medie, non aumentando la tassazione e presentando un bilancio in positivo. Ma così sopravviviamo solo, mentre per evolvere dobbiamo unirci». La delibera è passata con 11 voti favorevoli e uno contrario. Anche la politica valstagnese ha quindi detto sì al referendum popolare che il prossimo autunno darà ai cittadini della Valbrenta la possibilità di votare per la fusione dei municipi valligiani. L’iter procede spedito. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Cavedagna
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