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25.11.2017

Rubate le grondaie al cimitero

Le tegole divelte sul tetto per rubare le grondaie al cimiteroL’assessore Livio Beraldin
Le tegole divelte sul tetto per rubare le grondaie al cimiteroL’assessore Livio Beraldin

Razzie di rame al cimitero di Cismon, saccheggiate nella notte due tombe di famiglia, si sospetta che il colpo di circa 20 chili di rame sia stato messo a segno da una banda di nomadi. I residenti sono arrabbiati ed esasperati: «Uno sfregio alla memoria dei nostri cari. È gente senza dignità». La scoperta è di ieri mattina, quando alcune donne del paese si sono recate al cimitero di via Da Gai, e hanno subito notato che dalle tombe delle famiglie Mocellini, Rigo e Gobbo, mancavano le grondaie in rame. Non notare i danni, in effetti era impossibile: le tombe avevano parte delle tegole del tetto spostate e gettate a terra, le grondaie erano state staccate dal loro posto, in alcuni casi con lesioni della struttura funebre. Prima è stato lo sconforto, poi l’inevitabile rabbia per lo sfregio subito. Innanzitutto sono state avvisate le famiglie colpite dal furto, subito dopo l’Amministrazione comunale che si è occupata di allertare immediatamente i carabinieri della stazione di Solagna, guidati dal maresciallo Gianpaolo Bao, che hanno immediatamente avviato accurate indagini. Il rame sparito sul mercato vale poco meno di 100 euro, il danno economico arrecato all’intera struttura funeraria è ancora da quantificare, ma il totale sembra essere di qualche migliaio di euro; quello morale, ovviamente, non è quantificabile. «Siamo davvero scossi - spiega Paola Mocellini, titolare dell’albergo Alla Posta, all’ingresso del paese, tra le vittime del furto -. In quella tomba di famiglia è sepolto mio padre, poi ci sono i nostri nonni, gli zii. È uno sfregio che fa male al cuore. Non ci importa tanto del danno economico, di quanto dovremmo spendere per rimettere tutto a posto, quello che fa davvero arrabbiare è che si siano permessi di andare a disturbare i nostri cari, che abbiano sfregiato la tomba dove riposano. Speriamo non capiti ad altri». Anche l’Amministrazione ormai è esasperata. «Questi fatti sono inammissibili - commenta l’assessore Livio Beraldin -, già è fastidioso quando vanno a rubare il rame dall’ecocentro, ed è capito spesso, ma le tombe sono sacre. Non possiamo perdonare un insulto simile, non importa che ne siano state saccheggiate solo due, è come se avessero dato un pugno nello stomaco a tutto il paese». Per il momento sembra che non siano stati colpiti altri cimiteri della Valbrenta, la guardia resta alta. I carabinieri indagano anche attraverso la videosorveglianza.

Francesca Cavedagna
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