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24.08.2018

Rogo di Oliero, denunciati 5 minori

Il piazzale della ex Lametal di Oliero, dove è stato appiccato il fuoco a cartoni e legna
Il piazzale della ex Lametal di Oliero, dove è stato appiccato il fuoco a cartoni e legna

«Il momento del...». Così i ragazzini che hanno appiccato il fuoco nel piazzale di un’azienda abbandonata di Valstagna, la Lametal, hanno giustificato l’assurdo gesto commesso nella tarda serata di martedì nell’azienda dismessa di Oliero, dove verso le 22 è stato appiccato il fuoco a dei cumuli di cartone e ammassi di legna. Dopo il repentino intervento dei vigili del fuoco, subito riusciti a spegnere le fiamme e a limitare i danni, seguito da quello dei carabinieri del Norm di Bassano, che grazie a un’indagine lampo hanno presto individuato un gruppo di 11 giovanissimi, i presunti autori del raid, adesso scattano le denunce. Ad ammettere tutto, tra la serata di mercoledì e ieri mattina, sono stati gli stessi autori del raid. Hanno avuto paura, hanno capito di aver sbagliato, e così, a meno di 24 ore dalla bravata, hanno raccontato per filo e per segno ciò che hanno combinato. I ragazzi che hanno appiccato l’incendio l’altra notte nella ex Lametal di Valstagna sono in particolare cinque adolescenti di età compresa tra 14 e 15 anni, residenti sia a Valstagna che a Pove. Per loro è scattata una denuncia per danneggiamento seguito da incendio. Gli altri componenti della banda avrebbero solo assistito ai fatti, senza però mai prendere parte attiva, e dunque non avranno alcuna conseguenza. I carabinieri della compagnia di Bassano, guidati dal capitano Adriano Fabio Castellari, hanno inviato l’intera documentazione alla Procura per i minorenni di Venezia, all’attenzione del pubblico ministero di turno, che deciderà il da farsi. Di certo il gesto compiuto resta piuttosto grave, e anche per questo i militari della radiomobile, guidati dal maresciallo maggiore Massimo Guelfi, hanno scelto di accompagnare subito tutti in caserma, la sera stessa dell’identificazione: volevano che i ragazzini si rendessero conto di quali possono essere le conseguenze di una simile bravata, ieri smussata e giustificata con motivazioni infantili, come «Abbiamo fatto una...». Una bravata che però avrebbe potuto avere conseguenze tutt’altro che banali. I genitori dei ragazzini, quando sono andati a prenderli negli uffici della caserma dei carabinieri di via Emiliani, hanno naturalmente pensato al resto della punizione. La decisione su quali provvedimenti adottare nei confronti dei denunciati spetterà ovviamente al giudice del tribunale per i minorenni di Venezia , ma questa bravata potrebbe costare cara e non essere quindi solo un ricordo di una sera di agosto decisamente sopra le righe. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Cavedagna
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