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03.03.2017

Non arrivano
posta e bollette
Tagliati i fili

Un portalettere in una foto d’archivio. In Valbrenta si registrano nuovi disservizi
Un portalettere in una foto d’archivio. In Valbrenta si registrano nuovi disservizi

SAN NAZARIO. Le bollette del telefono non arrivano, linea tagliata per morosità ad anziani e ristoratori di San Nazario e la replica è corale: «Come facciamo a pagare se non ci arriva nemmeno il bollettino». Ci risiamo, il servizio postale in Valbrenta di funzionare a dovere non ne vuole proprio sapere. I disagi sono continui, questa volta hanno colpito alcune famiglie di anziani di Carpanè e la nota trattoria “Da Gino”, a pochi passi dalla chiesa di San Nazario. Tra le vittime c’è Angelina Cavalli, pensionata di 82 anni residente nel centro della frazione, che nei giorni scorsi, all’improvviso si è ritrovata col telefono isolato.

«Non capivo cosa fosse successo - racconta Angelina -, io e mio marito siamo sempre puntualissimi con tutti i pagamenti. Ho fatto chiamare mia figlia dai vicini, ha controllato con la Telecom, che ci ha detto che non avevamo pagato la bolletta, il problema è che non c’è mai arrivata. Io e mio marito siamo anziani, non siamo esperti di cose informatiche, abbiamo sempre pagato alla posta, ma ormai ci arriva sempre in ritardo, poi le more le paghiamo noi». Nella stessa situazione si sono ritrovati anche altri anziani del paese, e pure Manola Secco, titolare di una trattoria del centro. «È successo che il giorno di San Valentino una coppia ha chiesto di pagare col pos - racconta -, ho provato ma non andava. Dalla Telecom mi hanno detto che ero morosa, ma la bolletta non mi è mai arrivata. Anzi, a voler essere precisi deve ancora arrivarmi. Per noi è un problema. A San Nazario non abbiamo ancora uno sportello bancomat, così ho dovuto mandare i clienti che volevano pagare col bancomat a prelevare negli sportelli di Valstagna, Solagna o Campolongo. Una gran scocciatura». Non è tutto. La posta, la poca che arriva, alla trattoria la porta direttamente il parroco. «Mettono tutta la corrispondenza nella cassetta della canonica».

Francesca Cavedagna
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