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30.10.2017

«No alla centrale»
E la protesta
corre sul fiume

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SAN NAZARIO. La protesta corre sul fiume. Occhi puntati sul Brenta ieri, nella giornata dedicata alla grande manifestazione contro il progetto di costruzione della centralina idroelettrica di Pian degli Zocchi, in territorio di San Nazario. Tra canoe, pagaie, kayak, a centinaia hanno raccolto l’appello lanciato da Ivan Pontarollo, che ha organizzato la suggestiva “Brentalonga” assieme all’associazione Bacino Acque Fiume Brenta, capitanata da Rolando Lubian. Ben 200 sportivi sono scesi in acqua, ai quali va ad aggiungersi un pubblico di circa 100 sostenitori, anche dalla Val di Sole e dal Bellunese.

L’obiettivo è stato chiaro sin dall’inizio: gridare il “no” all’impianto di derivazione voluto dalla ditta Crestani Claudio di Bassano. Un’opera di cui si parla da anni e che andrebbe a impattare in uno dei pochi punti del Brenta ancora liberi dalle conseguenze delle centraline idroelettriche. Basti pensare che ad oggi quelle presenti sono cinque (Pianello, Collicello, Corlo, Oliero e Campolongo).

«La nostra protesta ha come scopo la difesa dell’ultimo tratto di Brenta rimasto incontaminato - spiega Ivan Pontarollo -. Proprio in quanto “naturale”, questo tratto di fiume regala ai suoi abitanti e ai visitatori una ricchezza e un valore aggiunto che vanno salvaguardati. L’area di Pian degli Zocchi, inoltre, è fondamentale per tutta una serie di attività: dalle culturali alle sportive, dalle turistiche alle naturalistiche».

Ed è qui che s’inserisce il ragionamento del presidente dei pescatori Rolando Lubian. «Il fiume Brenta soffre già di una portata scarsa in alcuni periodi dell’anno - afferma -. Pensiamo quindi cosa significherebbe introdurre un nuovo impianto che preleva ulteriore acqua. Qui non resterebbe praticamente niente. Il danno all’ecosistema sarebbe gravissimo. Basti pensare che tutta la fauna ittica sarebbe irrimediabilmente compromessa».

Ieri a dare il proprio appoggio alla protesta c’erano anche i sindaci della Valbrenta, portavoce dell’intero territorio. Nemmeno loro hanno esitato a cimentarsi col rafting, a dimostrazione che la battaglia continua.

«La costruzione di una nuova centralina andrebbe a depauperare tutto questo tratto del Brenta - attacca il sindaco di San Nazario, Ermando Bombieri -. Come amministratori e associazioni facciamo sempre grandi sforzi per tutelare i nostri territori. Altri enti però non sono di questo avviso e in un attimo con le loro decisioni riescono a vanificare il nostro impegno».

Il riferimento del sindaco è alla commissione tecnica regionale, che ha dato il via libera al progetto, facendo scattare un contenzioso con le istituzioni locali che si trascina ancora oggi.

Enrico Saretta
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