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10.03.2017

Meno bambini, scuole a rischio

In Valbrenta tramonta definitivamente il progetto del polo scolastico unico e partono i controlli sui nove plessi dell’istituto comprensivo “Bombieri" con l’obiettivo di misurare la tenuta antisismica. Quelli che non risulteranno a norma molto probabilmente non verranno più utilizzati, e allora inizierà una riorganizzazione delle scuole, con accorpamenti negli edifici completamente sicuri. All’origine di questi cambiamenti, che con tutta probabilità partiranno nel prossimo anno scolastico, ci sono motivazioni tecniche, economiche, sociali e legislative. Se da una parte anche la Valbrenta soffre di un costante calo delle nascite che non giustificherebbero il finanziamento di una nuova scuola capace di accoglierle tutte, dall’altra quelle esistenti devono rispettare norme sempre più stringenti e le classi devono essere adattate al progressivo calo degli iscritti che in alcuni Comuni vedono già la presenza di pluriclassi.

«Abbiamo fatto molte valutazioni - spiega il presidente dell’Unione montana, Luca Ferazzoli -, a parte il cronico calo delle nascite, crediamo che sia sbagliato investire su un nuovo polo scolastico anche perché le famiglie dei Comuni a sud della Valle, hanno già detto che se ci fosse una scuola unica a nord, porterebbero i loro figli in quelle di Bassano. Così i numeri degli iscritti avrebbero un crollo decisivo. È chiaro che questa non è la soluzione migliore».

Oltre a questo ci sono normative sempre più stringenti che negli edifici pubblici impongono criteri di sicurezza sempre più ferrei, soprattutto in tema di tenuta antisismica. Molte scuole, come quelle di Solagna e Pove, hanno già adattato i loro plessi, con importanti investimenti arrivati anche dalla Regione, in altri Comuni gli edifici sono datati, per questo dovranno passare l’esame di un pool di tecnici, che decideranno quanto sono davvero sicuri.

«I controlli sono pronti a partire e si concluderanno prima di maggio - specifica Ferazzoli -, chiaramente i risultati saranno fondamentali per capire quali cambiamenti apportare nella distribuzione del servizio, ma adesso è ancora prematuro parlarne. Ci servono le carte».

Poi c’è la questione delle pluriclassi. Nella scuola primaria di Cismon, gli studenti di prima e seconda, 4 in tutto di cui uno è straniero, fanno lezione insieme; idem per quelli dalla terza alla quinta, 15 in tutto, con 6 alunni stranieri. Questi numeri il prossimo anno scolastico potrebbero non riuscire a garantire la partenza di tutte le classi.

A San Nazario, 20 studenti frequentano insieme il quarto e quinto anno.

«Nelle pluriclassi l’offerta formativa è comunque adeguata e la qualità garantita- conclude Ferazzoli -, ma l’ideale sarebbe avere solo classi separate. Per fare questo però andrebbero unite quelle di più Comuni e le famiglie dovrebbero spostare i figli. Ne parleremo insieme per trovare la soluzione migliore per tutti».

Francesca Cavedagna
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