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23.02.2017

Le Poste: «Scusate il ritardo»

Il dirigente Enrico DallegnoUn portalettere all’opera. «Bisogna conoscere il territorio»
Il dirigente Enrico DallegnoUn portalettere all’opera. «Bisogna conoscere il territorio»

«Ammettiamo che nel periodo natalizio ci sono stati dei disguidi dovuti all’aumento di lavoro, anche in alcune zone del Bassanese, e chiediamo scusa. I problemi sono già stati risolti. La corrispondenza arriva puntuale. Stiamo lavorando per fare in modo che il servizio torni a essere percepito positivamente da tutti». Così Enrico Dallegno, responsabile logistica e recapito Nordest di Poste Italiane, commenta i recenti disservizi nell’hinterland bassanese, con bollette arrivate anche mesi dopo la scadenza, pacchi mai consegnati ma costi di spedizione triplicati, corrispondenza imbucata a blocchi in un’unica cassetta delle lettere e migliaia di biglietti di Natale arrivati a fine gennaio. Tutti casi documentati dal Giornale di Vicenza.

«Nell’ultimo decennio - si giustifica Dallegno - abbiamo dovuto fare i conti con un’evoluzione tecnologica che ha cambiato radicalmente il modo di comunicare. Basti pensare che nel 2005, a livello nazionale, la nostra azienda consegnava 7 miliardi di pacchi, alla fine del 2016 le consegne si sono ridotte a 3 miliardi. L’azienda si è dovuta riorganizzare, anche per far fronte al competitor che prima della liberalizzazione del mercato postale non avevamo. Lo abbiamo fatto tenendo conto di criteri come la densità demografica dei Comuni o la lontananza dei numeri civici. Per questo in alcune zone è stata introdotta la consegna alternata, trend che presto si espanderà a tutto il territorio nazionale. Ovviamente è più difficile consegnare posta in territori particolari come quelli dei paesini». Il Bassanese però non è una metropoli, i suoi residenti sono soprattutto anziani e molti pagano ancora le bollette in posta e hanno difficoltà a spostarsi. E quindi? «La distribuzione - spiega Dallegno - non potrà mai essere completamente omogenea. Ci sono casi in cui il portalettere ha bisogno di conoscere un territorio nuovo, le persone che lo abitano e le loro esigenze. Anche per questo serve tempo. I disguidi si sono verificati soprattutto l’anno scorso e nel periodo natalizio, ma il servizio è già tornato quasi a regime, l’hanno riconosciuto anche molti sindaci che abbiamo incontrato personalmente».

Francesca Cavedagna
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