CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

11.04.2017

La studentessa picchiata
ieri è tornata a scuola
Il padre: «Voglio vederla»

Una studentessa musulmana coperta dal velo in una foto d’archivio
Una studentessa musulmana coperta dal velo in una foto d’archivio

Una ragazza picchiata dal padre musulmano perché aveva cominciato a ribellarsi al velo, e una rete scolastica, assistenziale e comunale che ha agito con tempestività per tutelare la minore, garantendole pure il reintegro scolastico quasi immediato, che è avvenuto già ieri mattina. Questa la sintesi di quanto accaduto negli ultimi giorni nel Bassanese, con il soccorso alla quindicenne residente nella Valbrenta che venerdì mattina si è presentata a scuola piena di lividi, frutto di un violento scontro col padre.

Le indagini delle forze dell’ordine adesso si trovano di fronte a due “verità“. Da una parte il racconto della ragazza, picchiata dal padre perché non voleva più portare il copricapo e anzi si era pure fatta fare le treccine ai capelli; dall’altra quello del padre, che, si è appreso, è stato sentito dai carabinieri e avrebbe ammesso di aver colpito la figlia, ma minimizzando l’accaduto e parlando genericamente di atteggiamenti della giovane diventati ingestibili rispetto all’autorità genitoriale. Il padre di origini africane, convertitosi diversi anni fa all’Islam, si è dimostrato disponibile ad accettare che la ragazza rimanga in una casa protetta ma ha espresso anche il desiderio di riconciliarsi e riaverla con sè.

La giovane, dopo le percosse subite, che le hanno procurato anche un’evidente ecchimosi a un occhio, per adesso resterà ospite nella casa famiglia in cui è stata trasferita dallo scorso venerdì. Le lesioni stanno guarendo e ieri mattina è tornata in classe, in mezzo ai compagni e ai professori, che le avevano prestato i primi soccorsi, ascoltando il suo sfogo e allertando la dirigenza dell’istituto scolastico, che si è immediatamente attivata per creare la rete di assistenza e tutela necessaria in casi di questo tipo.

Ieri tutti a scuola conoscevano della vicenda, la maggior parte degli studenti che non sono compagni di classe della vittima però l’aveva appresa dal Giornale di Vicenza. Evidentemente la presidenza ha saputo tutelare la giovane anche all’interno della struttura. “Ci dispiace molto per quello che è successo alla nostra compagna di scuola, ma siamo felici che i nostri professori siano riusciti ad aiutarla - sono i commenti all’uscita dalle lezioni -. Speriamo che la sua situazione familiare migliori, che si possano trovare soluzioni pacifiche. Ognuno deve poter vivere come vuole, sempre seguendo le regole del vivere civile, ovviamente, ma senza imposizioni. E le botte sono inaccettabili, sempre”.

Ora le indagini proseguiranno rapidamente. Ieri, con molta discrezione, le forze dell’ordine hanno raccolto ulteriori informazioni sul caso e sulla situazione della famiglia. Sarà probabilmente sentita anche la ragazza con l’aiuto di uno psicologo. La Procura dei minori per ora è stata consultata per decidere la sistemazione della ragazza.

Francesca Cavedagna
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1