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09.04.2017

«La difenderemo con ogni mezzo»

Ermando Bombieri
Ermando Bombieri

«La priorità di un pubblico amministratore in questi casi è la sicurezza della ragazzina. Arrivo a dire che ci interessa poco delle ragioni che hanno portato il padre a picchiarla con violenza: sono comunque fatti inaccettabili, che non devono succedere mai».

Ermando Bombieri, vicepresidente dell’Unione montana con delega al Sociale, ha ricevuto la telefonata degli assistenti sociali nel tardo pomeriggio di venerdì. Le operatrici che seguono i casi della Valbrenta gli hanno raccontato la storia della studentessa picchiata dal padre perché si è ribellata al velo. Per poterla mettere in una struttura protetta serviva il consenso dell’Amministrazione, che adesso dovrà pagare le spese di ospitalità nella struttura.

«La salute della ragazzina e il suo benessere vengono prima di tutto, ed è nostro dovere garantirle - prosegue Bombieri - So che il padre è un integralista islamico, che voleva a tutti i costi farle indossare il velo. Questa famiglia però vive in Valle da molti anni, quella ragazza è cresciuta qui, ha imparato i nostri costumi. E’ giusto che adesso rivendichi la sua possibilità di scegliere, non credo che picchiarla sia il modo migliore per convincerla a seguire i dettami di chi sulla base di una religione prevede regole sociali e costumi diversi dai nostri. Mi hanno solo detto che quando è arrivata in classe era terrorizzata e livida di botte».

Ora i servizi sociali, insieme alla dirigenza scolastica e alle forze dell’ordine, dovranno decidere come agire per tutelare la giovane. Per ora rimarrà nella struttura protetta, al sicuro. Quando la madre rientrerà dall’estero e a seconda delle denunce di cui potrà dover rispondere il padre, non è escluso per quest’ultimo si possa valutare anche un allontanamento dalla famiglia, naturalmente su disposizione del giudice.F.C.

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