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21.10.2018

«La ciclopista è cruciale per il futuro»

Il taglio del nastro del nuovo tratto della “Ciclopista della Valbrenta”Agenti di polizia in bicicletta e i baby ciclisti del Vc Bassano
Il taglio del nastro del nuovo tratto della “Ciclopista della Valbrenta”Agenti di polizia in bicicletta e i baby ciclisti del Vc Bassano

Ciclopista della Valbrenta, inaugurato in pompa magna il tratto strategico di Campolongo, pronti nuovi lavori già finanziati. Il sindaco: «Opera fondamentale, frutto di un grande lavoro sinergico tra Comuni e Regione, dimostrazione di come il lavoro di squadra sia davvero in grado di raggiungere ottimi risultati». Ieri mattina c’erano proprio tutti. Insieme al primo cittadino Mauro Illesi e ai sindaci del Bassanese, anche gli assessori regionali Elisa De Berti, Roberto Ciambetti, Manuela Lanzarin e Nicola Finco; gli onorevoli Germano Racchella e Domenico Furgiuele, insieme ai vertici delle forze dell’ordine. L’OPERA. L’opera che di fatto rappresenta il prolungamento della ciclabile trentina, anello turistico fondamentale per collegare il Bassanese al Vicentino, ma anche a Treviso, sull’asse Monaco-Venezia, ha avuto un costo complessivo di circa 6,5 milioni di euro. Il tratto inaugurato a Campolongo, realizzato dall’impresa edile Gheller di Solagna, è un percorso di circa 2,7 chilometri, con parti che hanno richiesto opere importanti e complesse, come il ponte che a monte del paese ha bypassato la centralina idroelettrica Enel, realizzato con una campata unica. La struttura è stata realizzata parallela al Brenta e garantisce criteri di sicurezza massimi, con un’ampiezza tale da consentire soccorsi immediati anche per i mezzi del Suem. Sicurezza d’ora in poi garantita anche ai ciclisti in transito in Valle, che non dovranno più utilizzare la stretta strada provinciale. Altri lavori di completamento verranno realizzati sia nella zona a sud, con i collegamenti con Bassano, e a nord, con le opere previste a Cismon, finanziate dai fondi di confine con circa 3,5 milioni di euro. Il turismo anche in Valle si prepara dunque a galoppare sulle due ruote: i numeri parlano di circa 100 mila passaggi all’anno, cifra che con questa nuova struttura potrebbero anche aumentare. LAVORO DI SQUADRA. «Le polemiche in questi anni non sono state poche - ha spiegato il presidente dell’Unione montana, Luca Ferazzoli, in rappresentanza anche della Provincia -, ma il lavoro di squadra e il sostegno dei vertici amministrativi regionali ci ha premiato. Nessuno si è arreso: l’assessore De Berti è stata una grande mediatrice; Finco un sostenitore integerrimo; il nostro tecnico Vanin ha seguito nei dettagli tutta la procedura. Anche i Comuni ci hanno creduto, mettendo a disposizione 20 mila euro ciascuno di cofinanziamento. A volte è difficile spiegare ai residenti che alcuni fondi vengono investiti sul futuro e non per tappare le buche sull’asfalto, ma è anche a queste opere che bisogna guardare, per garantire il vero sviluppo di un territorio complesso e straordinario come la Valbrenta». L’onorevole Racchella ha sottolineato il grande lavoro avviato a Roma per dare voce alle necessità dei comuni vicentini, l’assessore regionale De Berti ha concluso con un plauso e una promessa: «Il Veneto crede tantissimo nel cicloturismo. Negli ultimi tre anni la Regione ha finanziato con oltre 30 milioni di euro la realizzazione di percorsi dedicati, perché crediamo che sia uno dei modi migliori per promuovere in maniera capillare il territorio. Serve anche la manutenzione. Mi sono comprata una bici a pedalata assistita, con la quale ho già iniziato a percorrere le ciclopiste realizzate e l’estate prossima verrò anche in Valbrenta». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Cavedagna
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