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09.01.2018

Il postino? In Valbrenta non suona più

I disservizi nel recapito della posta in Valle sono all’ordine del giorno
I disservizi nel recapito della posta in Valle sono all’ordine del giorno

Francesca Cavedagna Servizi postali: in Valbrenta latinano lettere, fatture e bollette. Anziani ripetutamente vittime di solleciti da parte delle aziende di servizio. «Non ci arrivano nemmeno i solleciti di pagamento, rischiamo sempre più spesso che ci taglino la luce o il gas, ma non abbiamo internet e nemmeno possibilità di muoverci. E per andare dove? Tanto gli uffici postali aprono sempre meno?».Poi ci sono i commercianti. «Per la fattura del mio meccanico ho dovuto aspettare due mesi, e non mi è neppure arrivata. Quando mi ha chiamato pareva che non volessi pagare, mi sono vergognato perché la mia famiglia è assai attenta a questo tipo di cose. Allora sono corso a pagare a Bassano, io però non ci sto a fare queste figuracce». Infine, c’è la questione dei territori montani del Grappa, dove la posta ormai è praticamente un miraggio. «Non ci arriva più e, a loro non interessa», tagliano corto i residenti e gli esercenti del Massiccio. Passino gli auguri di Natale, che non sono arrivati praticamente a nessuno, ma bollette e pagamenti se non si hanno conteggi e richiami sono dolori, e sono tutti a carico degli incolpevoli residenti. L’ultimo caso in Valbrenta, in Comune di San Nazario, è quello che ha avuto per protagonista il commerciante e consigliere Claudio Moro. «Mi ha chiamato il meccanico per un pagamento di cui però non mi era arrivata mai la fattura, spedita lo scorso 17 novembre - spiega -, appena ho saputo sono corso a Bassano per saldare il debito, ma non è possibile lavorare così. È giusto che debba pagarmi pure la benzina per sopperire a un mancato servizio? È a dire poco inaccettabile». A questo si somma il servizio dei portaletere. «Le poche volte che passano, buttano la posta alla rifusa, nelle cassette che capitano a tiro - precisa Moro -, questo non capita solo a San Nazario ma anche in altri Comuni della Valle. È ora di finirla, pretendiamo rispetto e servizi efficienti». È d’accordo anche il sindaco e vicepresidente dell’Unione montana, Ermando Bombieri. «Ormai siamo anche stanchi di fare solleciti, tanto cambia poco - spiega - Ho già scritto e gridato davvero tanto agli uffici di competenza, purtroppo non mi risulta che ci siano stati risultati tangibili». Si associa anche il sindaco di Valstagna, Carlo Perli. «Ci troviamo di fronte a una presa d’atto - spiega - Da quando hanno modificato il servizio, i disservizi sono all’’ordine del giorno, e se qualche anziano si lamenta la risposta è quella di accreditare le bollette sul conto oppure controllare via web. Il problema è che i nostri territori sono composti da una popolazione perlopiù anziana, in pochissimi hanno il computer. Ci hanno imposto un cambiamento troppo radicale e troppo repentino, ci costringono a farci pieno carico delle conseguenze. Dovevano ragionare meglio e differenziare le operazioni a seconda dei territori. Qui sono stati fatti errori». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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