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31.12.2017

Ha chiuso l’ultimo alimentari

Rita Scotton assieme al marito Livio nel loro negozio in centro a San Nazario Il negozio al tramonto: un’immagine simbolica FOTOSERVIZIO  CECCON
Rita Scotton assieme al marito Livio nel loro negozio in centro a San Nazario Il negozio al tramonto: un’immagine simbolica FOTOSERVIZIO CECCON

Francesca Cavedagna «Abbasso la saracinesca per l’ultima volta dopo 57 anni di attività, con l’orgoglio e la tristezza nel cuore, ma anche con gli scaffali tutti pieni, per servire al meglio anche l’ultimo cliente, come mi hanno insegnato mio padre e mio nonno, tra i primi commercianti della Valle, dai quali ho ereditato l’attività e la grade passione per questo lavoro». Rita Scotton, nata in Valbrenta 69 anni fa, è la titolare del negozio di alimentari nel centro di San Nazario. Ieri è stato il suo ultimo giorno di lavoro. Fuori dal piccolo negozio, curato e decorato per le festività natalizie, c’era un viavai continuo di clienti: andavano tutti ad abbracciare la commerciante, tutti con qualcosa in mano. Chi una stella di Natale, chi un biglietto o un piccolo dono di ringraziamento per i tanti anni di servizio e disponibilità. Nel grembiule che la signora ha indossato con fierezza da quando aveva 12 anni, c’è un fazzoletto umido di commozione. Rita fatica a spiegare cosa prova: «Qui dentro c’è tutta la mia vita - racconta -. Mio nonno aveva aperto un negozio di frutta e verdura, poi mio papà ci ha aggiunto il pane e io tutti gli altri prodotti. Non avrei mai voluto fare nessun altro lavoro. Servire gli altri, portare loro quello di cui hanno bisogno è una delle poche cose che mi rendono felice». Altri negozi del piccolo paese della Valle hanno chiuso mesi fa. Sono rimasti aperti solo quelli lungo la Ss 47, dove c’è viavai di auto e dunque più lavoro, ma in centro al paese sopravvivono oggi pochi esercizi. Prima c’erano macelleria e una tabaccheria, adesso più nulla. Evidentemente nessuno riusciva più a reggere, e il primo motivo è chiaro: «Ormai San Nazario è diventato un paese fantasma - spiega Rita, con le lacrime agli occhi -. Io e mio marito Livio abbiamo fatto di tutto per combattere la crisi economica, ma non è bastato. Ci è mancato il sostegno delle amministrazioni comunali, e in particolare una politica per tenere vivo il paese: se fossi più giovane combatterei, ma ormai devo abbandonare». «Speravo di riuscire a passare l’attività a mia figlia - prosegue la negoziante -, ma facciamo fatica a portare a casa “il pane” per noi. Gli anziani muoiono o vengono portati in casa di riposo, le tasse da pagare sono sempre di più, gli aiuti sempre meno. Noi ci abbiamo sempre tenuto a lavorare bene, con prodotti freschi e di qualità, facendo le consegne a domicilio per chi lo richiedeva. Eppure entra sempre meno gente, i giovani abbandonano la Valle. E purtroppo ci siamo dovuti arrendere anche noi». Secondo la commerciante parte della colpa è anche del Comune: «Non voglio essere polemica, ma non è stato fatto niente per sostenerci - spiega Rita -. Nessun amministratore è mai entrato qui dentro, nemmeno a prendere un pezzo di pane. Hanno permesso agli ambulanti di passare in paese per una mattina a settimana, organizzando le corriere gratuite per andare al mercato a Valstagna. Si fa presto a perdere introiti, soprattutto quando sono già bassi. Il fatto è che così stanno facendo morire il paese, è proprio questa la cosa che mi dispiace di più». L’Amministrazione comunale di San Nazario, dal canto suo, spiega di aver fatto il possibile, anche se pure per le casse del Comune sono tempi difficili: «Capisco le ragioni della signora Rita, ma non abbiamo colpa per quanto sta succedendo - dichiara il sindaco Ermando Bombieri -. Non si sta svuotando soltanto San Nazario, ma anche altri paesi della Valle. Per trovare una soluzione davvero efficace serve lavorare tutti insieme, cosa che abbiamo già cominciato a fare con l’Unione. Cercheremo l’appoggio di Confcommercio per capire se c’è una possibilità di ridurre la tassazione o di avere maggiori incentivi per chi apre un’attività in Valle e nelle zone montane. La chiusura di un negozio è una sconfitta per tutti, non solo per i titolari, e sono davvero dispiaciuto». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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