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31.10.2017

«Fusione, processo irreversibile»

L’incontro svoltosi a palazzo Guarnieri a Carpanè
L’incontro svoltosi a palazzo Guarnieri a Carpanè

Valbrenta e fusione dei Comuni, via agli incontri informativi per la cittadinanza, le opposizioni di Solagna fanno scudo con circa 400 firma raccolte contro il Comune unico. Ma il sindaco solagfnese Nervo è sicuro.

«La fusione - dice - diminuirà le poltrone e i costi, mai l’identità dei singoli paesi. La campagna contro questo processo amministrativo è stata promossa dai rappresentanti locali del Movimento 5 stelle, ed è in completa controtendenza con le linee del loro partito, non si capisce dove vogliano andare a parare. Si ravvedranno. Noi andiamo avanti per il bene di tutti».

Ieri, attorno al tavolo di palazzo Guarnieri, sede dell’Unione montana, si sono riuniti i sindaci di Cismon, Valstagna, San Nazario, Campolongo, e Solagna.

L’obiettivo dell’incontro era la presentazione ufficiale del percorso pronto a partire che entro il 2018 porterà i cittadini della Valle ad esprimere la loro preferenza sulla fusione dei Comuni (escluso Pove) in un unico ente amministrativo.

Il processo in realtà è già cominciato con il trasferimento di tutte le funzioni fondamentali all’Unione montana Valbrenta, presentata già nel 2015, anno della sua fondazione, come anticamera fondamentale del processo di fusione. Se è vero che l’unificazione dei servizi, con lo spostamento di alcuni uffici, ha creato disagi ai residenti, che ancora devono abituarsi alla nuova gestione unificata, è anche vero che molti vantaggi si sono già ottenuti, a partire dalla diminuzione dei costi della gestione pubblica.

«Le posizioni organizzative dei dipendenti - spiega il presidente dell’Unione, Luca Ferazzoli -, a dispetto di come la racconta qualcuno, sono passate da 17 a 13 e arriveranno a 9. Questo è solo un primo passaggio verso il risparmio, perché con il Comune unico, diminuirà notevolmente il numero degli assessori e dei consiglieri, ma resteranno i punti di riferimento in ogni municipio, con due operatori per ogni ufficio, poi grazie alla figura del pro-sindaco e dei suoi consiglieri che lavoreranno senza compensi».

«Poi, ovviamente - continua Ferazzoli - , ci saranno i finanziamenti regionali e statali e maggiori possibilità di accesso ai bandi europei. Quello che ci prestiamo a presentare è il progetto di un Comune unico con municipalità diffusa. È un processo che prima o poi ci verrà imposto. Con l’Unione, stiamo lavorando per anticipare i tempi ed ottenere più vantaggi possibili».

Premesse economiche a parte, il punto è quello di creare un territorio capace di correre unito, verso sfide - come quelle legate alla tassazione, turismo e promozione territoriale -, che si annunciano cruciali per il futuro di tutta la Valle e dei suoi abitanti.

Nel caso in cui si arrivasse alla fusione dei cinque enti, il nuovo Comune potrà beneficiare di un contributo statale complessivo di circa 5 milioni di euro in 10 anni e di un contributo triennale complessivo dalla Regione Veneto di circa 900 mila euro, oltre ad avere una serie di vantaggi riservati nei bandi per realizzazione di opere pubbliche.

Per i cittadini, in termini pratici, si tratterebbe di non veder incrementate le tasse per un periodo di almeno cinque anni e, semmai, di veder livellato verso il basso la pressione tributaria media.

Tutto ciò unito alla disponibilità di maggiori trasferimenti statali da dedicare alla progettazione di servizi e iniziative per la qualità della vita e lo sviluppo del territorio.

«Siamo pronti a spiegare tutto il progetto con il primo incontro in programma martedì prossimo, il 7 novembre, a Solagna - conclude il presidente dell’Unione Ferazzoli -, poi passeremo a tutti gli altri Comuni e frazioni, anche per andare incontro alle esigenze dei residenti più anziani».

Francesca Cavedagna
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