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09.08.2017

Furti a raffica nelle tombe del cimitero

Il piccolo cimitero di Primolano, frazione di Cismon FOTOSERVIZIO CECCON Luca FerazzoliI ladri stanno colpendo in strutture non videosorvegliate
Il piccolo cimitero di Primolano, frazione di Cismon FOTOSERVIZIO CECCON Luca FerazzoliI ladri stanno colpendo in strutture non videosorvegliate

Dalle tombe del cimitero spariscono vasi e fiori. Quello degli arredi funebri è il genere di furto più meschino e insensato, eppure in Valbrenta i casi si moltiplicano. Nel piccolo camposanto di Primolano accade sempre più spesso, l’ultima volta pochi giorni fa, quando sono spariti costosi vasi di fiori da diverse tombe, a distanza di pochi mesi da un analogo episodio.

L’ipotesi, sostenuta anche dall’Amministrazione comunale di Cismon, di cui Primolano è frazione, è che i colpevoli non siano del posto ma organizzino le razzie dai paesi delle province limitrofe. Con tutta probabilità la banda di delinquenti raggiunge il piccolo cimitero a bordo di un furgoncino, o comunque di un mezzo con un ampio bagagliaio dove poter stipare il bottino. Ovviamente accade sempre di notte.

Tra le vittime dei furti c’è Pierina Mocellin, pensionata di 78 anni, cha al cimitero ha sepolta tutta la sua famiglia, incluso il marito e il figlio di appena 29 anni. La donna, che vive da sola in una casetta della frazione, l’altra mattina ha raggiunto il campo santo per portare il quotidiano saluto ai suoi cari. Quando è arrivata davanti alle lapidi le ha trovate vuote: su cinque delle tombe dei suoi parenti i vasi non c’erano più.

«Ci sono rimasta così male che sono scoppiata a piangere - racconta la donna -. Avevo ricomprato tutti i vasi a maggio, quando sono stata vittima del primo furto. È un dolore fortissimo. Non è giusto, il cimitero è un luogo sacro, rubare qui è come farlo in chiesa».

La signora adesso dovrà ricomprare tutto, di nuovo. «Non è per il costo - spiega - ma sono invalida e per andare al cimitero a piedi ci metto tanto, faccio molta fatica a camminare. Non ho la possibilità di uscire da paese e per prendere altri vasi e dovrò trovare qualcuno che mi accompagni. Mi piange il cuore dover lasciare i miei famigliari senza i loro fiori, portarglieli per me è come prendermi cura di loro. Hanno rubato i vasi da mio marito, da mio figlio, dai miei genitori e pure dalla tomba di mia cognata. Spero tanto che trovino quei delinquenti senza cuore, vorrei urlargli in faccia che si devono vergognare per ciò che stanno facendo».

Francesca Cavedagna
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