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14.04.2018

Droni e laser per sorvegliare la frana

Una veduta del versante collassato sull’alveo del Brenta in località Pianello
Una veduta del versante collassato sull’alveo del Brenta in località Pianello

Frana della Valbrenta: l’incontro in Prefettura scatta una fotografia dettagliata della situazione, spuntano possibili soluzioni per mettere in sicurezza l’area e rimuovere i circa 200 mila metri cubi di materiale crollato, mentre si avviano altre approfondite verifiche del versante, che coinvolgeranno anche le piccole frazioni abitate a monte del versante montano a rischio, insieme all’invaso del Pianello. La parola d’ordine, priorità assoluta, sottolineata più volte anche dal prefetto Umberto Guidato, è sempre “Sicurezza”. C’erano tutti, ieri mattina, negli uffici di Contra’ Gazzolle, per fare il punto sui rischi e le possibilità di intervento dell’evento geologico che la scorsa domenica ha fatto franare il versante in località Pianello. Gli esperti regionali della Difesa del suolo, nella loro relazione hanno dato contezza della situazione attuale, con una descrizione dettagliata delle tre diverse frane, che a partire dalla prima del 2012, hanno costretto alla chiusura dell’area e della pista ciclopedonale. Come hanno spiegato i tecnici la parete «si presenta a pezzatura variabile, con parti di roccia massiva sommati a depositi lagunari, quindi a composizione non compatta, con possibilità di nuovi distaccamenti». Anche secondo i geologi i «massi sono imponenti, non è facile trovarne di queste dimensioni». Verso la fine della prossima settimana, partiranno nuovi monitoraggi in quota con l’utilizzo di droni e speciali apparecchiature laser capaci di analizzare la montagna, per evidenziare altre crepe o fessurazioni che potrebbero generare nuovi distacchi. «In via precauzionale abbiamo chiesto di effettuare verifiche, anche di tutta l’area a ridosso delle zone abitate in quota sopra il Pianello e dell’area dell’invaso - spiega il sindaco di Enego, Fosco Capellari -, ovviamente c’è preoccupazione, soprattutto perché al momento non è possibile sapere quale sarà l’evoluzione della frana. Tutti però si stanno attivando per dare risposte celeri e precise». Poi c’è la questione della bonifica. «Ci sarebbero dei cavatori disponibili a rimuovere il materiale franato - continua il primo cittadino -, ovviamente, si potrà parlare di bonifiche solo quando avremo in mano il report della Regione, con la valutazione dei rischi. Anche su sollecitazione del prefetto, ribadisco che l’area è estremamente pericolosa, nessun deve avvicinarsi in alcun modo. Saranno potenziati i controlli delle forze dell’ordine». Infine la questione del fiume, che interessa principalmente Cismon e la frazione di Primolano. «Il genio civile ci ha assicurato che non c’è il problema di inondazioni del centro abitato - spiega il sindaco Ferazzoli -, in caso di esondazione, generata dalla diga naturale creata dalla frana sull’alveo del Brenta, l’acqua allagherebbe solo le campagne limitrofe. Ho dovuto però fare presente che pochi anni fa, con le pesanti piogge che hanno colpito il territorio, abbiamo avuto problemi di allagamento di alcun sottopassi. Chiedo quindi di valutare tutte le possibilità, e di agire prevedendo una bonifica del fiume, per fare in modo che torni a scorrere sul suo sedime naturale senza alcuna ostruzione». Il Pianello, resta dunque un sorvegliato speciale. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Cavedagna
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