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10.03.2018

Crepe sul ponte Paura in Valbrenta Sindaci mobilitati

Il manufatto che collega le frazioni di Costa e San MarinoUna delle inquietanti crepe apertesi nel ponte che collega San Marino di San Nazario a Costa di Valstagna. FOTOSERVIZIO CECCON
Il manufatto che collega le frazioni di Costa e San MarinoUna delle inquietanti crepe apertesi nel ponte che collega San Marino di San Nazario a Costa di Valstagna. FOTOSERVIZIO CECCON

Crepe inquietanti sul ponte che attraversa il Brenta, in territorio di Valstagna, tra Costa e San Marino di San Nazario: alcuni residenti segnalano con preoccupazione fratture profonde, che attraversano il manufatto da una parte all’altra. E in almeno tre è palesemente perforato l’intero blocco di asfalto, tanto che guardando dentro i buchi si vedono le acque del fiume sottostante. I sindaci della zona, dopo gli ultimi riscontri, invieranno lunedì una segnalazione all’Anas, competente per la struttura che collega la statale 47 e via Monte Grappa di San Nazario all’altra riva del Brenta. Chiederanno immediate verifiche statiche ed eventuali interventi per scongiurare pericoli di crollo e fanno sapere che in ogni caso le falle andranno riparate. Il ponte è stato realizzato una trentina d’anni fa quale opera di compensazione della Statale 47, durante la realizzazione del viadotto di San Marino, per collegare i due lati della Valle. E’ quotidianamente percorso da automobili, ma anche e soprattutto dagli scuolabus e dai mezzi pesanti che hanno la necessità di raggiungere le fabbriche ubicate nelle frazioni a nord di Valstagna. Le crepe si sono prodotte in corrispondenza delle giunture dei tre grandi blocchi di cemento che compongono il ponte. Ma non appaiono certo le classiche fessure lasciate per garantire l’elasticità di dilatazioni e contrazioni della struttura: sono buchi da parte a parte dell’asfalto. I residenti che utilizzano la struttura tutti i giorni li hanno visti formarsi e soprattutto allargarsi negli ultimi giorni e ora sono preoccupati, in particolare per il costante passaggio di camion, spesso a pieno carico, che si teme possano sollecitare troppo il limite di resistenza del viadotto. Le spaccature presentano profondità differenti e larghezze diverse che vanno da un paio di centimetri fino a oltre dieci, tanto che i cittadini che le hanno notate si sono spaventati e si sono rivolti ai sindaci di Valstagna e San Nazario, i due Comuni direttamente interessati: «Ci passa una mano intera, non ci sembra normale». Certamente il progetto del manufatto prevedeva un “gioco” di qualche centimetro della travatura in calcestruzzo armato, per consentire alla struttura di modificarsi in base alle sollecitazioni atmosferiche. Tuttavia, anche alla luce delle recenti tragedie di cui la cronaca ha ampiamente parlato, le preoccupazione sono legittime e non a caso sono state recepite dai sindaci: in più punti, le brecce sul sedime stradale sono completamente passanti, tanto da permettere la visione netta del fiume sottostante. C’è anche, innegabilmente, un problema di manutenzione: crepe del genere, anche nel caso in cui non dovessero minare la resistenza del manufatto, rappresentano un serio pericolo per gli pneumatici delle auto, e ancor di più per i ciclisti o i motocicli. •

Francesca Cavedagna
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