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28.06.2016

Ciclopista
chiusa
da sette anni

La pista ciclabile fra Carpanè e il centro di San Nazario. FOTO CECCON
La pista ciclabile fra Carpanè e il centro di San Nazario. FOTO CECCON

È chiusa dal 2009, quando una frana invase circa trecento metri di percorso e colpì un’abitazione. Per mettere in sicurezza l’area attraverso l’installazione di reti contro la caduta massi ci vorrebbero almeno 700 mila euro, che il Comune non ha. Così, la ciclopista del Brenta che collega la località Merlo a Carpanè, a San Nazario, resta una delle grandi incompiute della Valbrenta. Eppure il percorso, interdetto da un’ordinanza comunale, non solo consentirebbe agli abitanti delle frazioni di transitare senza pericoli, evitando di percorrere la statale 47, ma rappresenta un importante collegamento da San Nazario a Solagna e quindi verso Pove e la pianura, attualmente esclusi dai progetti ciclabili avviati in destra Brenta. In zona, infatti, si sta procedendo con il prolungamento della ciclopista tra Valstagna e Campolongo, finanziata dalla Regione e dall’Unione montana, per un costo di circa 1,8 milioni.

Il problema in sinistra Brenta è legato al dissesto idrogeologico. Sempre nel 2009, a sud di Rivalta, si verificarono degli smottamenti nelle vicinanze dell'abitato, con sassi che invasero la strada comunale e anche la statale 47, danneggiando un'auto. Nel gennaio 2014, un masso di grosse dimensioni si staccò dalla parete rocciosa che sovrasta la contrada di Rivalta, ma fu bloccato dalla barriere paramassi.

«In seguito a ripetute segnalazioni da parte del Comune e della Prefettura - ricorda il sindaco di San Nazario, Ermando Bombieri - in passato sono stati effettuati dei lavori con l'obiettivo di ridurre la pericolosità, ma servirebbero ingenti finanziamenti, non facili da reperire. Di recente abbiamo anche fatto richiesta di contributi tramite i fondi di confine e siamo in attesa di risposte».

L’ultima frana risale a marzo, quando in località Grottella si è staccata una parte di parete rocciosa, arrivata a lambire i binari della ferrovia che collega Bassano a Trento. Per mettere in sicurezza l’intera area è stato necessario fissare nuove reti di sicurezza alte 200 metri e larghe 80, con un costo complessivo di oltre 200 mila euro, finanziati dalle Ferrovie. In quell’occasione si era palesata la possibilità che le stesse ferrovie si potessero occupare anche della messa in sicurezza del tratto di montagna che minaccia la ciclabile.

«I tecnici e i dirigenti delle ferrovie mi hanno detto che potrebbero farsi carico della messa in sicurezza della parete che collega il Merlo a Carpanè – spiega il sindaco Bombieri –. Se così fosse risolveremmo un grande problema, in caso contrario dovremo aspettare i finanziamenti».

«Sarebbe stato meglio legare i lavori ai contributo regionali per la ciclopista della Valbrenta ma non è stato possibile – spiega Bombieri – Le indicazioni della Regione erano quelle di vincolare i soldi ad opere in destra Brenta. Il problema della ciclopista del Merlo però è prioritario. Il nostro Comune vive solo di turismo, non abbiamo altre entrate, e quel tratto per noi è strategico».

Francesca Cavedagna
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