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01.02.2019

Addio a Donazzan Una vita per i motori

La cerimonia religiosa nella chiesa di Pove FOTO CECCON
La cerimonia religiosa nella chiesa di Pove FOTO CECCON

Giornalisti, campioni dell’automobilismo e amici di sempre. Composti, per fare memoria di un’esistenza spesa a capire e raccontare. Ieri nella chiesa di Pove, il paese natale, alle esequie di Beppe Donazzan si sono ritrovati i mondi che hanno accompagnato la vita del 69enne, già penna di punta del Gazzettino, inviato ai Giochi olimpici, tra i massimi esperti di sport motoristici. E nella navata si potevano riconoscere piloti come Mario Aldo Pasetti e Roberto “Rudy” Dal Pozzo, oppure l’ex direttore di Autosprint Carlo Cavicchi, e un allievo di Donazzan come Fabio Carini, che ha proposto la propria testimonianza. A celebrare le esequie, don Andrea Guglielmi col parroco don Flaviano Giupponi. «La vita è movimento - ha detto l’abate di S. Maria in Colle - ma la vita è anche l’altra faccia della medaglia: la capacità di fermarsi, per non essere frettolosi, per non essere sempre di corsa. Questa è stata anche la vita di Beppe: una passione sfrenata per il movimento, le corse, le auto. Ma anche la buona battaglia, quella che combatti per dare il meglio di te, delle tue competenze professionali e del tuo grande bagaglio di umanità. Ma l’aspetto che più mi sorprende e mi commuove è che un uomo così dinamico abbia praticato così bene l’arte della sosta, la capacità di fermarsi e guardare negli occhi l’altro. E soltanto chi si ferma ha il tempo di leggere e di lasciare un’eredità, spirituale e umana». Parole, quelle del sacerdote che hanno toccato in profondità le persone più vicine al giornalista, a partire dalla moglie Maria Teresa e dai figli Marco e Luca, e che sono riecheggiate nelle testimonianze dei colleghi. Per tutti, l’amico e collega Giuseppe Dorigo e l’allievo Fabio Carini. «Era il ’93. Ero un giovane giornalista che sognava di scrivere per un quotidiano – ha dichiarato – e mi presentai al telefono tornando dalla Francia, dove avevo seguito una gara di coppa del mondo di sci. Bastarono pochi minuti e Beppe mi diede fiducia. “Settanta righe. Scrivimi settanta righe”. E da lì partì un’avventura che continua tutt’ora. Settanta righe, una vita. Grazie Beppe». Le ceneri di Beppe Donazzan riposeranno nel cimitero di Pove. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lorenzo Parolin
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