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30.03.2018

A norma solo Pove, Cismon e Solagna

Un’aula delle scuole di Cismon, recentemente ristrutturate
Un’aula delle scuole di Cismon, recentemente ristrutturate

Scuole in Valbrenta e rischio sismico: i plessi sono a norma? Se negli ultimi anni sono stati effettuati molti interventi di messa in sicurezza per gli edifici di Pove, Solagna e Cismon, per parlare di sicurezza diffusa in tutti nove gli edifici dell’Istituto comprensivo “Bombieri” sembra esserci ancora tanta strada da percorrere. Per non parlare della grande incognita degli asili parrocchiali, indipendenti dal comprensivo e dalle Amministrazioni, presenti a Solagna, Campolongo, Valstagna e San Nazario. La legge parla chiaro: l’edilizia scolastica è una componente cruciale del rischio sismico in Italia. «Buona parte degli istituti risultano carenti sismicamente, con grave pericolo per l’incolumità del bene più prezioso per una famiglia, ovvero i figli». Gli edifici scolastici devono possedere per legge il “Certificato di rispondenza alla normativa antisismica”, che deve essere allegato al “Documento di valutazione dei rischi” predisposto in ogni istituto ad opera del dirigente. Se la scuola non lo possiede, deve richiederlo all’ente proprietario, ovvero al Comune nel caso di scuole fino al primo grado, oppure alla Provincia per le scuole superiori. È lo stesso ente proprietario che deve provvedere agli eventuali interventi di adeguamento sismico e, se questi non interviene, “è compito del dirigente scolastico anticipare il costo dei lavori o sospendere le attività”. Dopo la chiusura delle elementari di Valstagna dello scorso anno, il Comune e l’Unione montana si apprestano a investire oltre 500 mila euro sul plesso delle medie, sede del comprensivo. «Con questa somma - spiega il sindaco di Valstagna, Carlo Perli - miglioreremo però il risparmio energetico, riqualificando l’edificio. Sul rischio sismico abbiamo già una valutazione, dalla quale sono emerse criticità risolvibili. Per questo presto verranno avviati interventi di potenziamento della struttura, anche per rispondere all’idea di scuola diffusa promossa dall’Unione montana Valbrenta, che punta a mantenere almeno un plesso in ogni paese». La Valbrenta è classificata come P3 sulla scala del rischio sismico; è meno pericolosa quindi della fascia Pedemontana, dove i Comuni di Pove, Romano e Mussolente sono classificati in P2. Nonostante questo, l’allarme scattato l’altro giorno, con la scossa di terremoto che ha colpito Possagno con una magnitudo di 3.0, sentita in maniera distinta anche in Valbrenta, dove le scuole sono state evacuate e gli studenti fatti rientrare solo con l’autorizzazione dei sindaci, espressamente richiesta dalla dirigente scolastica, solleva più di qualche riserva. Se le scuole elementari di Cismon, Solagna, Pove (qui anche le medie) sono state adeguate agli standard richiesti, le altre potrebbero presentare problemi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Cavedagna
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