martedì, 19 marzo 2019
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14.03.2019

«Tutto a posto, non siamo preoccupati»

L’abitazione di Sergio Bolognino a Stroppari di Tezze
L’abitazione di Sergio Bolognino a Stroppari di Tezze

Al civico 13 di via Bellavitis, a Stroppari di Tezze sul Brenta, ieri le serrande erano aperte. Al suono del campanello il cancello sorvegliato dalle telecamere è stato raggiunto da Patrizia Orlandi, 50 anni, moglie di Sergio Bolognino, in carcere dal 2015, considerato il boss della gang della ’ndrangheta sgominata dagli arresti martedì scorso. Sotto accusa anche il fratello Francesco. La figlia Noemi Andrea, 25 anni, e la moglie Patrizia sono indagate a piede libero. Il capo famiglia dagli inquirenti è considerato l’“importatore” della ‘ndrangheta in Veneto. La consorte arriva al cancello vestita con abiti da casa. Cammina lenta, lo sguardo attento, la sigaretta in mano. «Non ho niente da dire - spiega educata e sbrigativa -. Qui va tutto benissimo, stiamo bene, non siamo preoccupati». Poche parole, poi scompare sotto il portico della sua abitazione, chiudendosi la porta alle spalle. Risuonare il campanello, per offrire ancora una volta alla famiglia l’opportunità di spiegare la propria versione non serve a nulla: la villa torna silenziosa e sigillata. Nella vicina via Foscolo, dove ha vissuto Francesco Bolognino, fratello del boss, insieme alla famiglia, gli sguardi sono sfuggenti. Tutti sanno della nuova operazione che ha portato ai nuovi arresti, ma nessuno ha più voglia di parlare. Tezze resta un paese di gente per bene, di lavoratori serie onesti. L’aria che si respira è quella di una comunità costretta ad apprendere una vicinanza della criminalità mafiosa che forse sospettava ma che di certo non è disposta ad accettare. Lo prova il silenzio di chi con certe questioni non c’entra e non c’entrerà mai nulla, nemmeno quando se le trova di fianco a casa. Nel frattempo la moglie di “Franco” Bolognino, ex gestore di una pizzeria sulla statale 47, a Rosà, si è allontanata dal Bassanese, forse per assicurarsi maggiore privacy. Il marito sarebbe tornato a Reggio Calabria, terra di origine del clan, e proprio a Locri gli sarebbe stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare. Anche la figlia di Sergio Bolognino non sembra vivere a Tezze da tempo. Angelino Crispino, 52 anni, il terzo arrestato nell’operazione, resta ai domiciliari nella sua villetta di via Martin Luther King, quartiere popoloso ai margini del centro di Rosà. Anche qui la cornice appare tranquilla, assolutamente normale; d’altra parte la moglie di Crispino, lo stesso giorno del suo arresto, aveva precisato senza indugi: «È solo questione di giorni, poi tutto si chiarirà». Ne sono già passati due ed è tempo di interrogatori. L’unica cosa chiara è che la ‘ndrangheta, a Bassano, ci vive da almeno dieci anni. •

Francesca Cavedagna
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