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07.07.2017

Tanti auguri “Nanda”
l’amica di Hemingway

La presentazione dell’evento del 14 e 15 luglio. CECCON
La presentazione dell’evento del 14 e 15 luglio. CECCON

Nell’anno in cui avrebbe festeggiato, il 18 luglio, il secolo di vita, Fernanda Pivano trova un salotto letterario pronto ad accoglierla in città. L’appuntamento con “Buon compleanno Nanda” è a Ca’ Erizzo Luca, venerdì 14 e sabato 15 per una due giorni tra tavole rotonde, approfondimenti e ricordi. «Un’iniziativa - commenta Alberto Luca, per la fondazione che cura la villa e l’attiguo museo dedicato ad Ernest Hemingway – che dà corpo agli obiettivi indicati già all’apertura del museo. L’idea era allargare lo sguardo dalla biografia del futuro premio Nobel, volontario al fronte durante la Grande guerra, alla letteratura in arrivo dagli Stati Uniti e ai suoi riflessi sociali». Nulla di meglio, quindi del centenario di “Nanda” Pivano, allieva di Cesare Pavese e Nicola Abbagnano, traduttrice ufficiale di Hemingway per l’Italia, scopritrice della Beat generation e grande talent scout fino alla scomparsa, 92enne, nel 2009, per allargare lo sguardo e segnare una tappa importante nella storia del museo Hemingway e della Grande guerra. Il primo dei due appuntamenti commemorativi è venerdì 14 alle 19 nella cappella Mares di Ca’ Erizzo Luca con la blogger del Premio Comisso Federica Augusta Rossi e lo scrittore Guido Guerrera. Insieme, augureranno buon compleanno a Fernanda Pivano raccontandone aspetti poco conosciuti di una vita ricca di incontri. «L’evento – spiega Federica Augusta Rossi – sarà l’occasione per conoscere meglio questa “eterna ragazza “ della cultura, amica di Kerouac ed Hemingway, ma anche di De Andrè, Ligabue e Jovanotti». L’indomani, sabato 15 alle 21.20, ancora alla cappella Mares, il monologo di teatro e musica “Dormono tutti sulla collina”, a cura di Trento spettacoli, con Maura Pettoruso. «Proporremo uno spaccato del rapporto tra Nanda Pivano e “Faber”– spiega per la compagnia teatrale Daniele Filosi - , ma ricostruiremo anche il percorso attraverso il quale “Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters arrivò in Italia».

«Da Ernest Hemingway alla beat generation e attraverso Fernanda Pivano – commenta il direttore scientifico del museo Hemingway, Giandomenico Cortese – stiamo riuscendo nell’intento di diventare sempre più un centro di promozione culturale». Dalle memorie del primo conflitto e della presenza in Veneto del giovane Hemingway, conservate grazie alle testimonianze d’epoca raccolte nell’esposizione permanente a Ca’ Erizzo Luca, a un dialogo sempre più fitto con istituzioni internazionali che si occupano di storia, letteratura e studi sociali. «I luoghi hemingwayani – chiude Cortese – sono numerosi, in Italia e non solo. Ci piacerebbe contribuire alla costruzione di una rete tra questi luoghi».

Lorenzo Parolin
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