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10.02.2017

Serre di marijuana
e market della droga
nel locale del Comune

Gianluca GalvanGli inquirenti  e, in primo piano, una parte delle piantine di marijuana sequestrate
Gianluca GalvanGli inquirenti e, in primo piano, una parte delle piantine di marijuana sequestrate

Piantagione di marijuana e market della droga nel bar panoramico di proprietà del Comune. Con una doppia operazione gli agenti del commissariato di polizia hanno arrestato due bassanese incensurati, ora accusati di gestire un giro di spaccio. Le indagini, guidate dal vice questore David De Leo, si sono concluse nel pomeriggio dell’altro ieri, quando le manette si sono strette ai polsi di Romeo Marcolin, 46 anni, residente in via Colle Alto a Valrovina, e Gianluca Galvan, 45 anni, gestore del noto locale bassanese “Moc” di via Rivana, sul Monte Crocetta, dove ha anche il domicilio.

I due sono stati immediatamente messi agli arresti domiciliari. Devono comunque rispondere dell’accusa di coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Secondo gli inquirenti da anni gestivano parallele attività di produzione di cannabis, sulla cui coltura spesso si scambiavano consigli e nozioni pratiche, riportate anche in una serie di libri specializzati. Erano preparatissimi.

Nelle perquisizioni delle rispettive abitazioni gli agenti hanno trovato un vero e proprio “Supermarket della marijuana”. Soprattutto il locale di proprietà del Comune, molto frequentato dai giovani nella stagione estiva, grazie alla sua posizione isolata e avvolta dalla boscaglia, sarebbe diventato un punto di riferimento per lo spaccio.

Quando Galvan, nel pomeriggio di ieri, ha aperto la porta del locale che gestisce dal 2010 ai poliziotti, questi hanno avvertito un odore inconfondibile di “erba”. Lo stesso è successo nel caso Marcolin, che è andato addirittura ad aprire il cancello ai poliziotti, con addosso una felpa a cui erano rimaste appiccicate foglie di cannabis essiccate.

Negli appartamenti del locale di Monte Crocetta sono stati sequestrati duemila euro in contanti, possibile frutto dell’attività di spaccio, una pistola a gas, fedele ricostruzione di un’arma da guerra, priva del tappo rosso, che carica pallini in ferro. Ma soprattutto oltre un chilogrammo di marijuana di ottima qualità, di cui gran parte era già pronta per l’uso, e numerose piante con infiorescenze, in parte coltivate in serre di ultima generazione allestite in diverse stanze, in parte coltivate nel giardino esterno al locale, zona pubblica e accessibile a tutti.

Nella casa di Marcolin, disoccupato che beneficia di una piccola pensione, sono state trovate piante pronte all’uso e altre in fase di crescita, coltivate in serre in cartongesso o muratura, ricavate anche nella zona interrata dello stabile.

In totale sono state sequestrate sei serre, 15 piante già fiorite e una cinquantina di diverse misure, lampade, attrezzature per la coltivazione e confezionamento della sostanza stupefacente. Tutto materiale che lascia spazio a pochi dubbi, circa il fatto che i due bassanesi avessero fatto di questa attività una fonte di reddito.

Il locale del Comune è stato sottoposto a fermo amministrativo, in quanto un sequestro preventivo avrebbe bloccato per lungo tempo la possibilità di assegnarne ad altri la gestione tramite bando. L’accordo con il Comune era scaduto proprio il mese scorso e il gestore operava in regime di proroga in attesa di una nuova gara. L’Amministrazione fa filtrare che non era soddisfatta del rapporto con Galvan, ma la notizia del sequestro di droga l’ha decisamente colta di sorpresa: facile prevedere polemiche sui controlli.

Francesca Cavedagna
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