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09.08.2018

Cogo: «Il terzo mandato per difendere gli utenti E non chiedo compensi»

La sindaca di Schiavon Mirella Cogo
La sindaca di Schiavon Mirella Cogo

«Sono stata eletta per la terza volta consigliere del Consiglio di sorveglianza di Etra e ritengo questo una conferma fondamentale: ecco perché non mi riconosco nell'espressione "bruciata a sorpresa" utilizzata come titolo dell'articolo apparso sul Giornale di Vicenza. So che è gergo giornalistico, ma per quanto mi riguarda, nessun insuccesso se non sono stata eletta presidente. Da nove anni sono componente dell'organo collegiale politico della governance di Etra e credo di aver assolto a questo importante incarico con un certo impegno, con una qualche competenza, con dedizione e presenza costante, anche in Consiglio di gestione garantendone la funzionalità perché la seduta risulta valida in presenza di almeno un membro della Sorveglianza, senza percepire compensi e senza mai chiedere rimborsi. Ed è ciò che intendo fare ancora». E' il commento di Mirella Cogo, sindaco di Schiavon, agli ultimi assestamenti della multiutility, che ha confermato Andrea Levorato alla presidenza del Consiglio di gestione ed eletto a sorpresa Simone Bontorin alla guida del consiglio di sorveglianza, dove invece era data per favorita proprio la Cogo. «Nella scelta del presidente del Consiglio di sorveglianza di Etra - spiega ancora Cogo - si è tenuto conto di un fatto ben noto: nel 2019, ci sarà la grande tornata elettorale, con il 90% dei Comuni al voto, tra i quali figura anche Schiavon. Ecco perchè è stato scelto il sindaco di Romano, eletto nel giugno 2017. In questa scelta è stato disatteso un principio politico che finora ha sempre guidato le elezioni in Etra: ipotizzando, infatti, la nomina di Andrea Levorato quale presidente del Consiglio di gestione, espressione del centrosinistra, ai vertici del Consiglio di sorveglianza si sarebbe dovuto optare per un esponente del centrodestra. In ogni caso tutti i componenti del Consiglio di sorveglianza sono chiamati alla responsabilità delle decisioni, a prescindere dal fatto di rivestire la carica di consigliere o di presidente del collegio». «Come consigliere - è la conclusione -, mi impegnerò a svolgere il mio compito con spirito di servizio, in modo propositivo e, se necessario, anche critico, ad esclusiva difesa dei servizi e quindi degli utenti, che sono i cittadini e le imprese dei nostri territori. Auspico di vivere questo incarico in un clima sereno e distensivo, per poter analizzare al meglio quanto il Consiglio di gestione andrà a proporre nelle prossime sfide che la multiutility dovrà affrontare. Auspico, altresì, la massima trasparenza nel rispetto delle idee e delle professionalità, anche interne alla società stessa».

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