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02.10.2017

Vandali contro l’arte sul Colle di Dante

Alcune delle opere devastate dai vandali sul Colle di Dante
Alcune delle opere devastate dai vandali sul Colle di Dante

«Se la sono presi con la bellezza».

È sconcertato Raffaele Gheno, rappresentante dell’associazione Palladio Florist. Nella notte tra sabato e ieri, i vandali hanno devastato le strutture ispirate alla Divina Commedia che il suo gruppo ha creato sul Colle di Dante a Romano. Le installazioni, realizzate con materiali naturali, sono state semidistrutte. Sradicata “La contesa dell’Urna di Dante”, fatti a pezzi i quadretti di legno dei bambini, rovinato il librone fatto con ramaglie che rappresenta la Commedia. Per non parlare dell’osservatorio astronomico, trattato letteralmente come una latrina.

Lo sconcerto e l’indignazione si leggevano anche nello sguardo dei visitatori che ieri mattina sono saliti sul colle per fare in giro in quello che è, senza dubbio, uno dei luoghi più belli dell’intero comprensorio. Un posto reso ancora più bello dalla grande iniziativa del Palladio Florist, che ha pensato di rendere il Col di Dante sempre più vicino al sommo poeta, creando istallazioni di Land Art dedicate alla Commedia.

L’episodio è avvenuto di notte, sembra tra le due e le tre. Ad accorgersi dell’accaduto è stato il custode, ieri mattina. Ha avvisato immediatamente i responsabili dell’associazione e il sindaco di Romano Simone Bontorin. Pare però che i teppisti abbiano le ore contate. A tradirli potrebbe essere uno scontrino che è stato ritrovato tra bottiglie di vino e di birra e pacchetti di sigarette abbandonati. Il sindaco ha sporto denuncia ai carabinieri di Romano, che ora cercheranno di risalire agli autori dell’ignobile gesto.

«È un atto inqualificabile - tuona Gheno - questi vandali se la sono presi con delle opere d’arte. Non hanno minimamente considerato quante ore di lavoro servono per queste costruzioni. Con questo progetto abbiamo cercato di dare una maggiore visibilità a Romano e veniamo ricambiati così. I teppisti non si rendono nemmeno conto che la valorizzazione dei luoghi è un aspetto che va a vantaggio del loro futuro».

Quanto accaduto ha spinto il sindaco a riflettere sul futuro dell’area. «Sinora il colle è rimasto sempre aperto - afferma Bontorin - ma non è escluso che si possa decidere di chiuderlo di notte, magari con una sbarra all’ingresso della strada, che possa fungere da deterrente. Altra valutazione riguarda l’installazione di un circuito di sorveglianza. L’episodio ci lascia una profonda amarezza».

Triste pensare a quanto impegno ci avevano messo i bambini delle elementari di Romano per dare vita ai loro lavoretti. «I bambini si erano divertiti tantissimo a creare i quadri - prosegue Gheno - e adesso il loro lavoro è stato gettato alle ortiche».

Proprio ieri mattina due giovani, da Castelfranco Veneto e San Giorgio in Bosco, avevano raggiunto Romano per girare un video contro le baby gang proprio sul Col di Dante. A dimostrazione di quanto ci siano ancora giovani che credono nell’arte, e di quanto quel colle e quel panorama siano talmente meravigliosi da diventare la location giusta per installazioni artistiche e videoclip.

Enrico Saretta
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