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04.10.2017

Rifiuti nei luoghi della Guerra

Immondizia e rifiuti ingombranti abbandonati tra le strade e i boschi del massiccio. FOTO CECCONUna panoramica del Grappa
Immondizia e rifiuti ingombranti abbandonati tra le strade e i boschi del massiccio. FOTO CECCONUna panoramica del Grappa

Discariche abusive nei boschi non lontano da Col Moschin e Fenilon: tra i rifiuti anche letti, elettrodomestici, giocattoli e altro materiale. Dopo il ritrovamento dei giorni scorsi è scattato l’allarme ai carabinieri forestali, ma questo è solo l’ultimo episodio di degrado che colpisce il Grappa. Le fototrappole installate a rotazione da diversi Comuni con pertinenze montane sembrano non bastare per monitorare il fenomeno degli abbandoni e incastrare i trasgressori.

Rifiuti di ogni genere, anche molto ingombranti, che spuntano come funghi, non soltanto quando è stagione. I furbetti dell’abbandono spesso non si preoccupano nemmeno di nascondersi. È il caso di una discarica abusiva spuntata nei giorni scorsi lungo la strada provinciale che porta al celebre colle nei Comuni di Solagna e Pove, teatro di aspre battaglie durante la Grande Guerra: i rifiuti costeggiano la carreggiata, scaricati forse nella notte.

Tra l’ammasso di immondizie spuntano vecchie reti, mobili, elettrodomestici, porte, e sacchi dal dubbio contenuto. Tutto fa pensare che il materiale derivi da una ristrutturazione di una casa. Evidentemente chi ha effettuato il lavoro, ha preferito scaricare tutto nel bosco, invece di raggiungere un ecocentro. Adesso è caccia i colpevoli.

La speranza è che tra i rifiuti emergano indizi certi per risalire ai responsabili, o che l’abbandono sia stato anche solo parzialmente ripreso da alcune fototrappole installate in zona.

Purtroppo questo non è un caso isolato. Nei mesi scorsi altre discariche sono state segnalate in diversi territori del Grappa. Tra le zone maggiormente colpite c’è certamente la provinciale Cadorna, che da Romano d’Ezzelino porta al Sacrario. Qui, i boschi che costeggiano i tornanti, vengono spesso utilizzati per il deposito abusivo di materiale inquinante.

I casi registrati sono decine. Tra i più gravi c’è l’abbandono di centinaia di bidoncini di vernici e solventi, scaricati nell’ottobre del 2014 all’altezza del secondo tornate. Lo stesso dove a meno di una settimana di distanza venne trovata una seconda discarica composta da decine di sacchi neri contenenti rifiuti urbani.

Non sempre è stato possibile risalire agli autori, ma quando è avvenuto sono stati pesantemente sanzionati. Tuttavia la sorveglianza completa del Massiccio è impossibile.

Francesca Cavedagna
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