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20.10.2017

Piotto, il rogo da una batteria

Le operazioni di spegnimento del rogo alla Piotto Fulvio
Le operazioni di spegnimento del rogo alla Piotto Fulvio

Una semplice batteria. Sembra sia partito proprio da qui il terribile incendio che mercoledì sera a Fellette di Romano ha praticamente devastato metà del capannone che ospita l’azienda “Fulvio Piotto”, in via Tescaro, attiva nella vendita e nella riparazione di articoli da giardinaggio. Un rogo che ha richiesto ore e ore di lavoro per spegnerlo da parte dei vigili del fuoco, giunti sul posto con 7 mezzi e 19 operatori, oltre che da Bassano anche da Vicenza, Cittadella e Thiene. Fulvio Piotto, titolare dell’azienda, ha seguito passo per passo le operazioni di spegnimento e non ha chiuso occhio per tutta la notte. Ieri mattina era ancora visibilmente sconvolto. I danni, infatti, sono ingenti.

«Sto ancora facendo la conta di quanto è andato distrutto - riferisce Piotto - ma il danno è sicuramente di diverse centinaia di migliaia di euro. Fortunatamente, l’area vendite non è stata invasa dalle fiamme ma il magazzino è andato distrutto. Qui c’erano macchinari, attrezzi e articoli da giardinaggio in riparazione, che sono stati divorati dalle fiamme».

Alla distruzione dei macchinari va a sommarsi quella alla struttura. Le fiamme, infatti, hanno fatto crollare buona parte del tetto del magazzino. L’altra notte i pompieri hanno lavorato per ore prima di riuscire a spegnerle. Hanno infranto le finestre e da qui, con gli idranti, si sono adoperati fino a notte fonda. Le cause del rogo sono ora al vaglio dei tecnici dei vigili del fuoco. Al momento non si esclude alcuna causa, neppure il dolo, ma la più probabile è che l’incendio sia divampato da un’autocombustione. Si attende però la relazione finale dei pompieri. Una volta pronta, sarà trasmessa al commissariato di Bassano, che martedì è intervenuto in via Tescaro con una volante.

«A quanto risulta sinora, l’incendio sarebbe scoppiato a causa dell’autocombustione della batteria di un trattorino - spiega Piotto -. Non dovrebbe esserci dolo, anche perché non abbiamo trovato segni effrazioni agli infissi».

A limitare i danni hanno contribuito anche numerosi abitanti della zona. Non appena si sono resi conto della situazione, i vicini infatti hanno aiutato Piotto a liberare l’area vendite dai macchinari, per evitare che andassero perduti. Solidarietà all’imprenditore è stata espressa anche dal sindaco di Romano Simone Bontorin, che mercoledì è rimasto sul luogo dell’incendio per quasi tutta la durata delle operazioni di spegnimento.

«L’Arpav ci ha comunicato che non ci sono pericoli per la salubrità dell’aria, perché nel capannone non c’erano materiali nocivi - riferisce Bontorin -. Resta il grande dispiacere per quanto accaduto, anche se sarebbe potuta andare molto peggio. Il crollo del soffitto, però, ha impedito che nel capannone si verificasse un effetto “bomba” che sarebbe stato molto pericoloso».

Enrico Saretta
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