CHIUDI
CHIUDI

20.11.2018

«Guardate come ci divertiamo»: Sara a terra

Il vicequestore Elena Peruffo, dirigente del CommissariatoLa zona dove è stramazzata la ragazza non lontano dal locale
Il vicequestore Elena Peruffo, dirigente del CommissariatoLa zona dove è stramazzata la ragazza non lontano dal locale

«Guardate come ci divertiamo…». Nella foto spedita attraverso i gruppi social, vista e condivisa da decine di studenti, nella serata poi conclusa con una violenza sessuale ai danni di una sedicenne bassanese, si vede la vittima, una studentessa di 16 anni, distesa a bordo strada, completamente ubriaca, quasi in coma etilico, dopo una festa di compleanno tenutasi al “Glam”, locale di Cornuda. La ragazza indossa pantaloni e t-shirt chiara, ha il viso pulito ma sconvolto, dietro gli occhiali da vista. Quello che risulta palese a tutti, al di fuori di ogni ragionevole dubbio, di ogni bicchiere di troppo, è il fatto che sta male. Eppure la risposta degli amici è stata solo una serie di foto sui social. Nessuno dei 19 ragazzi, per la maggior parte minorenni, invitati a quel compleanno di uno studente di 17 anni, ha pensato di aiutare l’amica dando l’allarme al 118, o avvisando i preoccupatissimi genitori. Secondo quanto ricostruito dalle indagini del commissariato cittadino attraverso lunghi colloqui con i testimoni di quella sera di fine estate, il fatto che Sara (nome di fantasia, a tutela della vittima) stesse male non era un problema per i suoi coetanei. La prima e unica “soluzione” a quel malore sarebbe arrivata da quello che poi sarebbe stato il suo presunto violentatore: uno studente di 19 anni, figlio di una famiglia benestante di Pederobba, il più “adulto” della giovane compagnia, che avrebbe tentato di farla vomitare: «So io come si fa, infiliamole due dita in gola». Sara è rimasta a terra fino alle 6. Pesa a malapena 40 chili, non era abituata a bere, è bastato davvero poco per farla sballare. Al tavolo prenotato da un Pr del locale, che non avrebbe avvertito i titolari che la comitiva era composta per la maggior parte da minorenni, l’alcol era corso a fiumi. «Sei bottiglie di vodka, altrettante di prosecco, molte bevande energizzanti», ha detto il vicequestore Elena Peruffo, che conduce le indagini con i suoi agenti del Commissariato di Bassano. La studentessa, «ragazza molto timida, ben poco mondana», era stata invitata alla festa da un’amica coetanea: «Vieni, ci accompagnano i miei genitori, poi ci vengono a riprendere». I suoi familiari si sono fidati, forse erano anche felici di vedere la figlia uscire, per andare a un festa apparentemente innocua, come un compleanno. Quella ragazza ritrosa faceva poca vita sociale, hanno spiegato, e la compagnia appariva affidabile. Mamma e papà hanno iniziato preoccuparsi verso l’alba, quando non solo la figlia non era rientrata come promesso, ma il suo cellulare risultava spento. La giovane era stata abbandonata a se stessa. In quei momenti era con il suo presunto aggressore, che quando era ancora quasi del tutto incosciente l’avrebbe condotta in una tenda che aveva allestito a circa 400 metri dal locale. Lì si sarebbe consumata la violenza, lì Sara non ha perso solo la verginità contro il suo volere, ma forse una giovinezza intera. Soltanto alla mattina il padre è riuscito a mettersi in contatto con lei ed è andato a riprenderla. Una volta a casa Sara si è resa pienamente conto di cosa fosse successo, si è confidata con i genitori. Poi la corsa all’ospedale San Bassiano, dove i medici hanno diagnosticato la violenza sessuale. Ora la giovane è seguita da un pool di psicologi. Ha dovuto tornare a raccontare la sua terribile esperienza in un incidente probatorio davanti ai giudici di Treviso. Ma non ha mai smesso di andare a scuola ed è sempre accudita dalla famiglia con la quale cercherà di superare il dramma che l’ha colpita. •

Francesca Cavedagna
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1