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25.10.2017

Fusione, richiesta in Regione
poi la parola passa ai cittadini

Una veduta di Mason. Oggi Consiglio comunale anche nel vicino Comune di Pianezze
Una veduta di Mason. Oggi Consiglio comunale anche nel vicino Comune di Pianezze

L’iter per la fusione è ormai cominciato da alcuni mesi e ormai Mason e Molvena sono arrivati anche all’ultima formalità giuridica. Nei consigli comunali che si terranno oggi a Molvena alle 19.45 e a Mason alle 20.45, sarà ufficialmente approvata la richiesta alla Regione di fusione che porterà al referendum nell’ottobre 2018. Dopo l’incontro con la cittadinanza nel quale sono stati presentati i risultati dello studio di fattibilità, le due amministrazioni si apprestano a compiere l’ultimo impegno formale per raggiungere la fusione. «Stiamo cogliendo un’opportunità – ha spiegato il sindaco di Mason, Massimo Pavan, durante la presentazione dello studio di fattibilità – che nasce da un’idea di molti anni fa (il referendum del 1980)». Della portata storica del momento è convinto anche il sindaco di Molvena, Dino Crestani. «Un’Amministrazione deve guardare al futuro – ha spiegato Crestani – a Molvena abbiamo subito un taglio del 37 % di entrate statali negli ultimi 5 anni, pari a 200 mila euro. Stiamo provando a risolvere questo problema per dare un futuro ai nostri paesi».

Lo studio di fattibilità che ha illustrato gli aspetti chiave della fusione è stato accolto positivamente dalla popolazione che sembra convinta dell’opportunità. Oltre agli ingenti fondi che verranno stanziati per i due Comuni che dovrebbero ammontare a un totale di 7 milioni e 500 mila euro in 10 anni, ci sarà anche un miglioramento dei servizi. Tra gli esempi c’è la possibilità di aumentare gli orari di apertura degli uffici dal 26% fino ad un massimo del 52%. Le due Amministrazioni hanno studiato anche un piano di comunicazione che dovrà informare i cittadini al meglio. «A ottobre del prossimo anno – spiega il sindaco di Molvena Dino Crestani – non dovrà esserci nessuno che non sa cos’è la fusione e perché si va a votare».

Alcune preoccupazioni sorgono sulla possibilità che il finanziamento statale venga tagliato in futuro ma per i sindaci la situazione attuale non è più sostenibile. «Continua la tendenza alla riduzione dei contributi statali – spiega Crestani – non saremo più in grado di dare dei servizi fondamentale. Non c’è altra strada per noi, solo così possiamo continuare a dare servizi, e anche migliorarli».

Perplessità sono state poste anche sull’assenza di Pianezze al progetto che avrebbe significato un territorio di quasi 9 mila abitanti e la ripresa del progetto del 1980. “A settembre 2015 – spiegano i due sindaci – abbiamo richiesto a Pianezze di partecipare ma non hanno capito l’importanza dell’opportunità». Su una possibile fusione con Marostica, lapidario Pavan. «Difficile - chiude - che un territorio più grande come Marostica si comporti in modo paritario con un Comune più piccolo». L.S.

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