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05.11.2017

Droga coltivata in casa
con guano di pipistrello
Arrestati 2 insospettabili

Una delle serre allestite per coltivare la marijuanaI carabinieri con l’ingente quantità di droga sequestrata CECCONIl capitano Adriano Fabio Castellari durante la conferenza stampa sull’operazione del Radiomobile
Una delle serre allestite per coltivare la marijuanaI carabinieri con l’ingente quantità di droga sequestrata CECCONIl capitano Adriano Fabio Castellari durante la conferenza stampa sull’operazione del Radiomobile

Espertissi ma insospettabili. In due villette avevano allestito vere e proprie piantagioni di marijuana, che coltivavano con dedizione assoluta, arrivando pure ad acquistare feci di pipistrello su internet per concimare le piante e renderle più rigogliose.

Entrambi incensurati, erano certi che nessuno si sarebbe mai accorto della loro attività illecita. A incastrarli sono state prima delle segnalazioni di alcuni vicini di casa, che non li vedevano mai uscire e si sono insospettiti, poi delle foto scattate sul cellulare. I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Bassano, guidati dal luogotenente Antonio Bellanova, hanno arrestato Giovanni Signori, 30 anni, impiegato di Cartgliano, e Francesco Borin, 54 anni, disoccupato di Lugo, ora agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida, con l’accusa di coltivazione di sostanza stupefacente. Nell’operazione sono state sequestrate 70 piante di marijuana, quasi 5 chili di droga essiccata, per un valore complessivo di 25 mila euro, insieme a tutta l’attrezzatura.

Le indagini sono partite nei giorni scorsi sulla base di segnalazioni di cittadini cartiglianesi. Verso le 13 di venerdì, i militari sono arrivati a Cartigliano, nella villetta in cui vive da solo Signori. Quando l’impiegato ha aperto la porta tutto si aspettava tranne che i carabinieri, che hanno proceduto alla perquisizione dell’abitazione.

Il ragazzo non ha opposto resistenza e in pochi minuti i militari hanno scoperto diverse serre professionali contenenti 40 piante di marijuana, 1,5 chili di sostanza stupefacente conservata in alcuni contenitori, 10 grammi di hashish, resina, un fungo allucinogeno e mille euro in contanti.

Controllando il telefonino dell’impiegato i carabinieri hanno notato una foto che immortalava una seconda coltivazione, chiaramente diversa da quella appena scovata. Siccome la foto era stata scattata con il sistema gps attivo, i militari in pochi minuti sono risaliti al luogo esatto della serra: una villetta di Lugo Vicentino. Hanno così raggiunto la casa per compiere un’altra perquisizione, che ha portato all’arresto di Borin sempre per lo stesso reato, e al sequestro di attrezzatura professionale simile al precedente, 3 chili di stupefacente già essiccato, oltre a 30 piante in varie fasi di crescita. Per entrambi il pm De Munari ha disposto gli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida davanti al gip, davanti al quale avranno la possibilità di chiarire la loro posizione.

I militari intanto proseguono le indagini e controlleranno nel dettaglio anche i cellulari dei canapicoltori.

Francesca Cavedagna
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