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16.01.2018

Via le svastiche dalla vetrina

I drappi con le svastiche sono stati lasciati cadere a terra dallo stesso artista. PIGATO
I drappi con le svastiche sono stati lasciati cadere a terra dallo stesso artista. PIGATO

Floriana Pigato Le svastiche sono state “fatte cadere” nella notte dallo stesso Marco Chiurato dopo averle imbrattate con una bomboletta spray, ma le polemiche a Marostica per i simboli nazisti apparsi nella vetrina della sua mostra in corso Mazzini non accennano a placarsi. Sulla discussa installazione che il noto artista marosticense ha appeso all’ingresso della sua “Closed Gallery” in centro storico interviene anche il presidente provinciale dell’Associazione Volontari della Libertà Francesco Binotto, presente domenica mattina a Marostica per la cerimonia di commemorazione dei Quattro Martiri della Resistenza. «È un fatto sul quale non si può minimizzare – commenta – un segno di questo tipo rievoca inequivocabilmente le vicende storiche. Non sono un artista, ma sono convinto che questi simboli non vadano utilizzati nemmeno in questi contesti». «La nostra associazione - continua Binotto -ha sempre espresso la sua contrarietà, anche attraverso molte pubblicazioni. In Parlamento c’è una legge che condanna chiaramente l'apologia al regime, un tema molto sentito dalla nostra associazione e per il quale abbiamo anche organizzato una manifestazione lo scorso anno a Vicenza. È un fenomeno strisciante, ma che purtroppo esiste». «Probabilmente l'artista non pensava di creare questi malumori - conclude il presidente provinciale dell’Associazione Volontari della Libertà - ma non si possono fare provocazioni con i simboli nefasti della nostra storia». I drappi con la croce uncinata nazista sono spuntati sabato all’ingresso del locale alle porte di corso Mazzini in cui Marco Chiurato aveva recentemente allestito un’esposizione, anticipata anch’essa da critiche in città per la vetrina che annunciava, l’imminente apertura di un sexy shop. Questa volta la controversa provocazione è arrivata in vista di una mostra dal titolo “Cani!” che sarà inaugurata sabato in corso Mazzini alle 18 e che Chiurato annuncia essere una forte condanna ai crimini nazisti. In città, però, si è presto alzata l’onda delle polemiche e le associazioni partigiane riunite domenica a Marostica per celebrare la commemorazione dei Quattro Martiri della Resistenza hanno preso immediatamente posizione contro l’installazione. In seguito alla bufera, Marco Chiurato ha fatto cadere a terra i drappi incriminati e ieri mattina nella vetrina le svastiche erano seminascoste mentre sulla croce uncinata tracciata sul pavimento era spruzzato dello spray bianco e nero. «Di fronte alle polemiche ho fatto cadere il pensiero artistico – spiega Chiurato – Comprendo lo choc, ma voglio ricordare che si tratta di svastiche rovesciate, originariamente un simbolo di pace. Non si tratta di propaganda, ma di un’installazione. Odio il nazismo, il mio lavoro artistico si è sempre focalizzato sulla lotta per il rispetto dei diritti dell’uomo. Cancellerò anche gli altri simboli rimasti, poi lascerò parlare la mia mostra». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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