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22.10.2017

Stop al fondo per gli utenti in crisi
«Cambiata la legge, non ricapiterà»

Il problema della chiusura del fondo di solidarietà per gli utenti in difficoltà con il pagamento delle bollette dell’acqua è passeggero. Lo assicura Aurelio Tasca, presidente del comitato utenti del Consiglio di Bacino Brenta.

«Il fondo di solidarietà è stanziato dal Consiglio di bacino – spiega Tasca – che mette a disposizione 60 mila euro l’anno per gli utenti in difficoltà. Quest’anno la chiusura del fondo è dovuta a un cambiamento normativo: con l’anno nuovo, il fondo di solidarietà verrà preso in carico dall’ente nazionale per la gestione dell’acqua, che dividerà i fondi tra i vari consigli di bacino in Italia. Il problema, dunque, non dovrebbe ripetersi».

La nuova normativa, inoltre, porrà rimedio anche all’attuale modalità di chiusura delle utenze utilizzata da Etra, su cui Aurelio Tasca pone delle riserve. La nuova normativa, infatti, obbliga i gestori a non bloccare le utenze ma a garantire un minimo vitale (50 litri d’acqua al giorno) al cittadino tramite un regolatore del contatore. «Così – chiarisce Tasca – a chi è in difficoltà viene assicurato un minimo di acqua vitale mentre chi non ha pagato ma ha le risorse subisce una riduzione che lo svantaggia».

Il comitato utenti delBacino Brenta ricorda che ci sono ancora dei fondi utilizzabili. «Ci sono comuni che lo utilizzano per tutti gli utenti in difficoltà – afferma Aurelio Tasca – ma alcuni comuni non lo utilizzano proprio».L.S.

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