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10.09.2018

«Siamo disperati
per non aver saputo
aiutare Valter»

Paola Bosa e Valter Magrin, coppia dell'omicidio suicidio di Pianezze
Paola Bosa e Valter Magrin, coppia dell'omicidio suicidio di Pianezze

PIANEZZE. «Nostra madre non sa ancora tutto sulla morte di Paola e Valter: per lei la verità intera sarebbe un dolore troppo grande da sopportare. Teniamo le televisioni spente, in casa non entrano giornali. Vogliamo proteggerla almeno fino al funerale. Abbiamo perso una sorella, una figlia, ma anche un cognato che amavamo e amiamo molto. Siamo disperati soprattutto per Valter, per non essere stati in grado di aiutarlo nel modo giusto. Se avesse deciso di farla finita da solo, non so se mia sorella gli sarebbe sopravvissuta, se sarebbe stata in grado di superare una perdita tanto grande».

 

A parlare è Renata Bosa, la sorella di Paola. Per i famigliari dei coniugi Magrin, quella di ieri è stata la giornata più pesante di tutte: la prima domenica passata senza Paola e Valter, con il dolore per la tragedia avvenuta lo scorso mercoledì nella villetta di via Moscardina che si fa sempre più concreto e assordante, ruba il sonno, intasa la mente di domande.

 

Il dolore più grande è per Valter, considerato l’autore unico della doppia tragedia, caduto in una forte depressione alcune settimane fa. Secondo le prime ipotesi degli inquirenti il male di vivere sarebbe stato causato da immotivate preoccupazioni economiche, dal il timore infondato di non riuscire a far fronte alle spese avviate per costruire la  nuova casa, ma i famigliari credono che le ragioni siano altre. «Non ha mai parlato di soldi - specifica la cognata -. Valter mi diceva che sentiva ancora forte il dolore per la perdita dei suoi genitori, poi c’era il fatto di essere andato in pensione».

 

Ieri il Pianezze Calcio ha osservato un minuto di silenzio nella prima partita di campionato. A Bassano gli amici podisti della coppia hanno marciato in suo ricordo. 

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