CHIUDI
CHIUDI

09.12.2018

L’app degli chef nata sulla scacchiera

Andrea Bertollo
Andrea Bertollo

L’intuizione di un giovane ingegnere che conquista i grandi chef stellati. Parla anche marosticense un innovativo progetto formativo che sta facendo il giro delle scuole alberghiere di tutta Italia. Già il nome ne racchiude il fondamento: “CombiGuru Challenge”, una sfida a colpi di smartphone che porterà giovani cuochi dai banchi di scuola alle cucine dei migliori chef italiani. La sfida in primis è quella del suo creatore che si è posto l’obiettivo di rivoluzionare il rapporto tra la scuola e il mondo del lavoro. Si chiama Andrea Bertollo, ingegnere 35enne di Marostica, laureato all’università di Padova e cofondatore della startup digitale EdXiting. È lui la mente di una nuova applicazione per smartphone che consente a giovani aspiranti chef di attirare l’attenzione di cuochi professionisti per poter partire con la “gavetta”. Attraverso domande ed esercizi, gli studenti degli istituti alberghieri imparano i trucchi del mestiere e contemporaneamente prendono punti e scalano una classifica con l’obiettivo di essere selezionati per una sfida alla “Masterchef” da cui usciranno 12 vincitori. L’idea della startup dell’ingegnere marosticense è diventata realtà grazie alla collaborazione dell’azienda padovana Unox, produttrice di forni professionali. E subito è arrivata anche la risposta entusiasta dei grandi cuochi stellati che hanno deciso di partecipare gratuitamente al progetto. Stiamo parlando di professionisti del calibro di Sandro e Maurizio Serva, Roy Caceres, Iside De Cesare, Angelo Troiani e Ciro Sgamardella. I loro ristoranti insieme fanno 6 stelle Michelin. I dodici studenti vincitori della sfida finale al forno a luglio potranno vivere con loro una settimana di alta formazione nella riserva naturale laziale di Monte Rufeno partecipando a “Chef in Campus”. “Lo scorso anno – racconta Andrea Bertollo - abbiamo testato il progetto con la prima edizione che ha coinvolto 14 istituti alberghieri del Veneto. Quest’anno l’abbiamo esteso a tutta Italia e hanno partecipato complessivamente 84 istituti, di cui 30 del Veneto (sui 45 della regione). È un format che non solo permette ai ragazzi di imparare divertendosi, ma che vuole anche essere una prova concreta e stimolante, comparabile in tutto e per tutto alle sfide del mondo del lavoro. Gli studenti avranno un’occasione per mettersi in luce, aumentare la loro visibilità all’interno della scuola e arricchire il loro biglietto da visita per il mondo del lavoro». Una scuola su quattro ha creduto nel progetto di EdXiting. Le aziende hanno il dovere di rimanere incollate al cambiamento per non rischiare di chiudere dall’oggi al domani. Le scuole hanno lo stesso dovere per continuare a formare ragazzi preparati al presente e magari anche a quello che riserverà loro il futuro. Il mio obiettivo – conclude - è cercare di colmare il gap tra scuola e mondo del lavoro, cogliendo proprio le opportunità della tecnologia, che la scuola oggi non sfrutta in tutte le sue potenzialità». •

Floriana Pigato
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1