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14.08.2018

Disabile ottiene pensione e rimborso

Si è conclusa con il lieto fine l’odissea di una disabile psichica tra Inps e norme ingarbugliate  ARCHIVIOGiuseppe Meneghello
Si è conclusa con il lieto fine l’odissea di una disabile psichica tra Inps e norme ingarbugliate ARCHIVIOGiuseppe Meneghello

Quasi 35 mila euro di arretrati per non aver ricevuto la pensione che le spettava di diritto. É la somma che l’Inps ha versato a una 65enne di Marostica grazie alla generosità di un volontario che ha preso a cuore la sua storia e si è battuto per farle riconoscere il diritto alla pensione di reversibilità. Tutto ha avuto inizio lo scorso febbraio, quando l’assistente sociale che seguiva la donna, sofferente di una grave disabilità psichica, ha ben pensato di contattare Giuseppe Meneghello, residente a Monticello Conte Otto, un generoso pensionato che da quasi vent’anni aiuta le persone a muoversi negli aggrovigliati meandri della burocrazia italiana. La sua fama di battagliero per i diritti della “povera gente” ha presto varcato i confini del paese e le sue conoscenze sono sempre più richieste, anche a decine di chilometri di distanza, che Giuseppe percorre sempre volentieri per aiutare chi ha bisogno. Conoscendo il buon cuore di Giuseppe, l’assistente sociale di Marostica lo contattò per parlagli della storia di Caterina, che, dopo aver perso la madre, da alcuni anni era rimasta anche senza padre. Alla donna non era stato riconosciuto alcun diritto alla pensione di reversibilità, mensilmente percepiva solo quella d’invalidità e l’assegno di accompagnamento. Nessuno, nemmeno il tutore legale della donna che nel frattempo era stato nominato per l’amministrazione del suo patrimonio, era stato informato su quanto prevede la legge nei casi come quello di Caterina che fin dalla nascita convive con una invalidità totale. «Chi si trova nella situazione di Caterina, inabile al cento per cento e a carico dei genitori al momento del loro decesso – spiega Giuseppe Meneghello - ha diritto alla pensione di reversibilità. Spesso nemmeno i commercialisti o i professionisti del settore sono a conoscenza di cosa dice la legge in questi casi e non danno le giuste risposte agli utenti. Ringraziare Marcello Passarotti dell’Ascom di Vicenza che da tempo mi aiuta a dare una mano a molte persone». Grazie a Giuseppe la donna ha ricevuto gli arretrati dovuti, poco meno di 35 mila euro, e oggi le viene accreditata mensilmente la pensione di reversibilità. La “missione” di Giuseppe è cominciata quando una ventina di anni fa ha dovuto imbattersi per la prima volta nella complicata burocrazia italiana per sposare la moglie di origine albanese. «Per portare in Italia la mia compagna – racconta - ho dovuto studiare bene le leggi italiane per orientarmi nel groviglio di carte e procedimenti. È stata una vera peripezia, terminata la quale ho iniziato a dare una mano alle persone che si trovavano in difficoltà nell’affrontare uffici pubblici e operatori spesso poco chiari e poco disponibili». Il tutto rigorosamente gratis. Al massimo Giuseppe accetta un rimborso per le spese di benzina e parcheggio. «Se non ci aiutiamo fra noi povera gente, chi ci dà una mano? – commenta Giuseppe -. I professionisti hanno tariffe molto alte e spesso non hanno tutte le conoscenze necessarie. Da quando sono in pensione questa attività di volontariato mi tiene impegnato e soprattutto tiene la mia mente attiva». Dopo una vita come operaio, Giuseppe ora si dedica esclusivamente agli altri collaborando anche con la Caritas di Vicenza. Fino ad oggi ha aiutato un centinaio di persone a sbrogliare pratiche burocratiche e fiscali e spiritosamente ammette: «C’è la fila di persone che suonano alla mia porta». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Floriana Pigato
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