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11.09.2018

Dall’autopsia la verità sulla morte di Paola

L’abitazione di Pianezze teatro dell’omicidio suicidio dei coniugi FOTO  CECCONPaola Bosa e Valerio Magrin
L’abitazione di Pianezze teatro dell’omicidio suicidio dei coniugi FOTO CECCONPaola Bosa e Valerio Magrin

Sono giorni di interminabile attesa per i famigliari di Valter Magrin e Paola Bosa, i coniugi del terribile dramma di Pianezze, l’omicidio-suicidio scoperto lo scorso giovedì, quando il figlio Luca, rientrando a casa ha intravisto i corpi dei genitori appesi a un cappio issato su una trave del capanno degli attrezzi. Oggi il pubblico ministero della Procura di Vicenza, Maria Elena Pinna, assegnerà l’incarico dell’autopsia al medico legale che dovrebbe eseguirla tra la tarda mattinata e domani. Oltre agli accertamenti autoptici di rito, gli approfondimenti richiesti dalla procura includeranno anche gli esami tossicologici. Dagli esiti sarà possibile comprendere il quantitativo di psicofarmaci e calmanti assunti dai coniugi. Il focus di indagine si concentrerà sui valori riscontrati nel sangue di Paola, che potrebbe essere stata sedata dal marito contro la sua volontà, per poi essere legata e uccisa. Anche la ceramista stava assumendo leggeri antidepressivi e calmanti, prescritti dal medico per aiutarla a sostenere il difficile momento depressivo del marito Valter. Difficilmente sarà possibile dimostrare se la donna abbia assunto i farmaci volontariamente o meno. Certamente però si potrà sapere se il quantitativo di antidepressivi che aveva in corpo al momento della morte fosse compatibile, per dosi e tipologia, con le prescrizioni mediche che la vittima stava seguendo da alcune settimane. Solo dopo questi fondamentali passaggi di indagine, con il successivo rilascio del nullaosta, i famigliari di Valter e Paola potranno iniziare a pensare ai funerali, che potrebbero essere fissati per fine settimana. Nel frattempo le indagini dei carabinieri del capitano Adriano Fabio Castellari continuano, per tracciare ulteriori dettagli delle dinamiche familiari. Chi conosceva i coniugi Magrin racconta di rapporti normali e sereni. Alcuni vicini hanno riferito di recenti litigi, ma tutti hanno precisato che «erano i soliti bisticci, che ci sono in ogni famiglia: niente di veramente grave». Il momento che i coniugi stavano affrontando era delicato. Ad agosto Valter era caduto in una profonda depressione, che secondo gli inquirenti era principalmente causata da immotivate preoccupazioni economiche legate alla nuova casa in fase di costruzione, dove la coppia si sarebbe dovuta trasferire per lasciare l’attuale villetta al figlio Luca e alla sua compagna. I parenti però raccontano di preoccupazioni diverse. Lo stato depressivo, o perlomeno i primi segnali di un disagio interiore, sarebbero iniziati qualche tempo dopo il pensionamento dell’ex operaio. Il quale, tuttavia, non aveva mai manifestato segni di grave malessere interiore, se non nelle ultime settimane, quando il ricordo dei genitori morti tragicamente e le preoccupazioni per la nuova casa avrebbero fatto scattare l’insano gesto. •

Francesca Cavedagna
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