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13.08.2018

«Carmini, inaugurazione a Natale»

La chiesa dei Carmini di Marostica
La chiesa dei Carmini di Marostica

Più di 118 mila euro di spesa e l’obiettivo di riaprire la chiesa per Natale. Il prossimo anno la chiesa dei Carmini di Marostica festeggerà i quattrocento anni dalla sua costruzione e la squadra al lavoro per il restauro, dopo la chiusura un anno fa in via precauzionale in seguito al rigonfiamento dell’intonaco dell’affresco della volta centrale, è intenzionata a velocizzare il più possibile i lavori in vista dell’importante anniversario. Il team è guidato dall’architetto Duccio Antonio Dinale, a capo del progetto di restauro che nei prossimi mesi interesserà i cinque affreschi della chiesa, quello sulla volta della navata centrale e i quattro sulla volta del presbiterio e sopra l’altare maggiore. Le indagini sullo stato di conservazione dei dipinti, attribuiti a Giuseppe Graziani e alla sua scuola, erano state avviate a giugno dello scorso anno dopo la segnalazione da parte di alcune volontarie addette alla pulizia della chiesa, di un rigonfiamento di una porzione di intonaco in prossimità dell’affresco centrale. «Con la chiusura della chiesa – commenta Dinale – abbiamo proceduto con le rilevazioni, in particolare con l’indagine termografica, dalla quale abbiamo constatato che il problema è circoscritto all’intero affresco centrale. Inoltre abbiamo rilevato ulteriori distaccamenti in altri punti. Sarà necessario un intervento strutturale». La causa dei danni all’intonaco risale ad alcuni lavori di ristrutturazione della chiesa eseguiti negli anni Sessanta. «Il tetto – spiega Dinale - fu completamente sostituito, compresa la sua struttura in capriate di legno, restituendo una nuova struttura in capriate di acciaio. Due delle cinque capriate rimosse si trovavano in esatta adiacenza alle due capriate trapezoidali di sostegno alla volta, che a queste erano sicuramente vincolate, in modo da non poter essere oggetto di spostamenti in torsione lungo l’asse delle loro catene. Da quando i puntoni delle capriate di copertura sono stati levati, le due capriate trapezoidali si sono trovate completamente svincolate: distacchi e fessurazioni degli intonaci sono il risultato di quasi cinquant’anni di vibrazioni di vario genere che hanno sollecitato le due capriate che sostengono l’intera struttura». Per intervenire la Parrocchia di Sant’Antonio Abate dovrà sostenere una spesa di 118.552 euro. «Prevediamo – conclude Dinale - di partire con i lavori in autunno e di chiudere il cantiere entro quattro mesi. Il progetto è già stato approvato dalla Curia, ora attendiamo l’approvazione della Soprintendenza e poi procederemo con le pratiche in Comune. I lavori strutturali saranno eseguiti dall’impresa marosticense Ivo Maroso, mentre stiamo raccogliendo i preventivi per il progetto di restauro. L’auspicio è di concludere i lavori per Natale». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Floriana Pigato
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