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16.07.2017

«Bravissima
l’insegnante
della ragazza»

«È benedetta dal cielo l’insegnante che si è presa l’impegno di verificare in un contesto riservato i disagi e i malesseri manifestati dalla sua allieva. Risulta pure dolorosamente chiaro che una bambina è in grosse difficoltà a parlarne in casa, quando l’abuso è intra-familiare, quando è attuato da un genitore cui lei è legata affettivamente. Come può dire alla mamma: “Mio padre compie cose orribili su di me” e immaginare di essere creduta?». Così il noto psicologo Lino Cavedon analizza il caso della ragazzina abusata per oltre sei anni dal padre bassanese.

«L’abuso su una figlia da parte del padre, prolungato negli anni, priva questa creatura della funzione protettiva da parte di una figura basilare. In lei non si è nemmeno sviluppato il senso di protezione da parte della madre, cui non ha mai manifestato nulla al riguardo. Avviene pertanto una caduta drastica di fiducia verso gli adulti, evidente calo di umore, sentimenti di colpa, possibili comportamenti di auto-aggressività». «Si rimane stupiti del fatto che una mamma o un’altra figura femminile non siano riuscite a cogliere prima questi aspetti patologici di un marito o di un compagno. Bisogna avere mente e cuori aperti su questi temi», conclude Cavedon.F.C.

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