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13.07.2017

Città “gay friendly”
Adesione firmata
e 12 unioni civili

Una manifestazione per il riconoscimento della parità di diritti e contro le discriminazioni per l’orientamento sessuale
Una manifestazione per il riconoscimento della parità di diritti e contro le discriminazioni per l’orientamento sessuale

BASSANO. «Stop ai pregiudizi e alle paure». Bassano aderisce alla rete nazionale Ready contro le discriminazioni per l'orientamento sessuale e l'identità di genere e si candida a diventare una città più accogliente, più aperta e più “friendly” nei confronti di gay, lesbiche, bisessuali e transgender.

L'impegno dell'Amministrazione Poletto sul fronte dei diritti dura da tempo e dall'entrata in vigore della legge sulle unioni civili sono già stati giuridicamente riconosciuti 12 vincoli affettivi tra persone dello stesso sesso. Ora però, con la sottoscrizione del protocollo Re.a.dy, Bassano entra in collegamento con tutte le Amministrazioni che fanno parte della rete (in particolare con Torino e Roma), con le quali potrà condividere azioni e iniziative volte a contrastare le discriminazioni e a promuovere una cultura del rispetto e dell'accoglienza.

In tutto il Nord Italia, Bassano è la trentesima città ad aver sottoscritto il protocollo e in Veneto è il secondo centro non capoluogo di provincia, dopo Feltre. «Sono stati la Commissione comunale Pari Opportunità e il Circolo Tondelli Lgbt cittadino a porre l'accento sul tema dei diritti umani - ricorda l'assessore ai servizi alla persona Erica Bertoncello - anche alle persone con diverso orientamento sessuale vanno riconosciute le stesse prerogative di tutti gli altri cittadini. Su questo valore civico importante c'è stata piena condivisione. Forse ci saranno delle critiche. Io credo tuttavia che un'Amministrazione pubblica abbia il dovere di ascoltare la città e di accogliere le sue richieste di apertura».

«La commissione Pari Opportunità è composta da esponenti di diverso orientamento politico, da rappresentanti sindacali e dell'imprenditoria – sottolinea Mattia Bindella, ex presidente dell'organo comunale ha avviato il processo che ha poi portato all'adesione a Ready – In questo caso però le distinzioni politiche non hanno contato perché al primo posto abbiamo messo le persone in quanto tali. Si tratta un passo importante, anche se sicuramente sarà necessario avviare un percorso culturale adeguato».

Caterina Zarpellon
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