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29.07.2018

L’operaio: «A Cassola ora non voglio tornare Non sono più sereno»

L’operaio Lenny Delgado con il sindaco  di Cassola Aldo Maroso  Il condominio da cui Zangari ha sparato con la carabina ad aria compressa centrando l’operaio  Le indagini dei carabinieri di Bassano sono coordinate dal pm Corno
L’operaio Lenny Delgado con il sindaco di Cassola Aldo Maroso Il condominio da cui Zangari ha sparato con la carabina ad aria compressa centrando l’operaio Le indagini dei carabinieri di Bassano sono coordinate dal pm Corno

«Non so ancora quando tornerò al lavoro, ma credo che chiederò al mio capo di non mandarmi a Cassola per un po’. La ferita dello sparo sta lentamente guarendo, ma quella che fa più “male” resta dentro di me. Questo fatto mi ha tolto la serenità che avevo prima, credo che ci penserò tutte le volte che salirò sulla pedana. Sarà difficile riprendere a lavorare con la stessa spensieratezza che avevo prima, non so quando supererò questo momento». Così Lenny Delgado, l’elettricista di 33 anni, di Isola Vicentina, ferito alla schiena lo scorso giovedì, in piazza Aldo Moro a Cassola, da un colpo sparato dal fucile di Cristian Damian Zangari, ora indagato per lesioni personali aggravate ed esplosioni pericolose. Le indagini dei carabinieri del luogotenente Antonio Bellanova, disposte dal pubblico ministero del tribunale di Vicenza, Jacopo Augusto Corno, sono ancora in corso. I militari sono al lavoro per fare piena chiarezza sul movente del gesto, ma anche accertare, attraverso precisi rilevamenti balistici, la corretta traiettoria del piombino, per capire se il colpo sia partito in maniera intenzionale e con quale obiettivo. Nel frattempo i residenti di Cassola, tentano di tornare alla normalità, dopo gli effetti di una vicenda che ha portato il paese alla ribalta della cronaca nazionale. Ieri il sindaco Aldo Maroso ha raggiunto l’abitazione dell’elettricista, per portargli l’appoggio di tutta la comunità. «L’ho trovato lucido e abbastanza sereno - spiega - Abbiamo parlato delle ipotesi sul movente razzista. Mi pare che anche Lenny sia convinto che le questioni razziali non c’entrino. Lavorava nel nostro Comune da quasi quattro mesi, ormai lo conoscono tutti e in molti gli sono affezionati. Una volta, mentre era sulla sua pedana, una signora gli ha chiesto di toglierle le foglie dalla grondaia, lui ha accettato volentieri, e in cambio ha ricevuto un caffè». Quindi la precisazione a cui Maroso tiene di più. «Cassola non è un paese di razzisti - specifica -, nessuno dei suoi residenti lo è. Quanto successo non rappresenta in nessun modo i miei concittadini». E sull’uomo che ha sparato il colpo con l’arma ad aria compressa, il sindaco per il momento ha poco da dire. «Ho letto l’intervista del Giornale di Vicenza - spiega -, sinceramente credo poco alle giustificazioni che ha dato, ma saranno le indagini a fare chiarezza. Esprimerò la mia opinione completa solo quando i fatti saranno chiari. Per ora però voglio sottolineare che se anche fosse vero che Zangari stava mirando a un piccione, senza aver premeditato di colpire l’operaio, e se anche fosse vero che il pallino è stato deviato da un ostacolo, cambiando direzione, quello che ha fatto non ammette alcuna scusante. Credo che sia un uomo bisognoso di aiuto, e spero che trovi la strada per risolvere i suoi problemi. Quello che mi sta più a cuore è che Lenny riesca a superare questo momento e spero davvero che possa tornare presto a Cassola». •

Francesca Cavedagna
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