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28.07.2018

«Basta con i seminatori di odio»

Alessandra MorettiDaniela Sbrollini
Alessandra MorettiDaniela Sbrollini

L’episodio di Cassola, avvenuto subito dopo il ferimento di una bimba rom a Roma e poche ore prima degli spari a un richiedente asilo a Caserta, è stato rilanciato da tutte le testate di informazione nazionali ed è diventato subito un caso politico. La prima a intervenire è stata la consigliera regionale del Pd Alessandra Moretti: «Quando si indicano gli immigrati come causa di ogni problema, usando espressioni disumane, poi non ci si può meravigliare se accadono certi episodi, che purtroppo stanno diventando quasi quotidiani - ha dichiarato, lanciando una stoccata a Salvini - . Totale vicinanza e solidarietà al lavoratore ferito, adesso attendiamo il tweet del ministro dell’Interno». A ruota la senatrice del Pd Daniela Sbrollini, secondo la quale «il numero di immigrati vittime di questi episodi sta crescendo in maniera esponenziale ed è preoccupante. Gli unici che sembrano non accorgersene sono gli odiatori seriali che stanno al Governo, sempre pronti a gettare fuoco per alimentare la loro campagna elettorale permanente fatta sulla pelle dei più deboli. Fumo negli occhi per mascherare l’incapacità di affrontare e risolvere i veri problemi dell’Italia. I messaggi di insofferenza e di odio nei confronti degli stranieri, che continua a trasmettere con le sue sortite, generano un sentimento pericoloso che si diffonde nel Paese». «Il ministro dell'Interno Salvini, a cui compete l'onere di garantire la sicurezza di tutte le donne e gli uomini che vivono nel nostro Paese, dovrebbe abbassare i toni e prendere nettamente le distanze da questi episodi condannandoli duramente - continua Sbrollini - . Invece tace e, quel che è peggio, si avventura nelle ipotesi di sostenere la diffusione delle armi a domicilio. Così dalle armi ad aria compressa passeremo facilmente a quelle a polvere da sparo. Ripeto quello che ha detto il Presidente Mattarella: l'Italia non può diventare il far West». Deciso anche Christian Ferrari, segretario henerale della Cgil veneta: «Nell’esprimere tutta la nostra solidarietà e vicinanza alla vittima, non possiamo che guardare con grande preoccupazione al clima di odio, di razzismo e di violenza che sta crescendo nel paese. L’ Italia, che ha affrontato periodi anche difficili sempre all’insegna dei valori della democrazia e del rispetto dell’altro, sta rischiando di imbarbarirsi tradendo la sua stessa storia, la sua cultura e le ragioni del vivere comune. Faccio appello a tutti i lavoratori e cittadini del Veneto affinché condannino senza se e senza ma una deriva di questo genere». •

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