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24.02.2018

Venti milioni per riqualificare l’ex colonia

Come si presenta oggi la vasta proprietà che fu della Croce rossaL’area ha una superficie di 33 mila e 350 metri quadrati circa
Come si presenta oggi la vasta proprietà che fu della Croce rossaL’area ha una superficie di 33 mila e 350 metri quadrati circa

Il complesso dell’ex colonia Croce Rossa di Enego potrebbe davvero rappresentare «una grossa opportunità per il paese: un fiore all’occhiello dal punto di vista prettamente turistico ma anche un punto focale per l’intera economia del territorio». Il complesso, inaugurato dal regime fascista nel 1927, proprio come colonia estiva è utilizzato fino agli anni ’70, quando, di fatto, dopo aver per anni ospitato schiere di ragazzini con i suoi oltre 800 posti letto a disposizione, è stato chiuso e da allora condannato purtroppo a un lento ma inesorabile declino. «La mia amministrazione sta per terminare il lavoro - ha spiegato il sindaco Fosco Cappellari al numeroso pubblico presente all’incontro promosso proprio per parlare della riqualificazione di tutta l’area dell’ex Colonia, chiusa a partire dagli anni 70 - e desidero far conoscere tutto il possibile sul tema, in maniera che si possa proseguire nel percorso intrapreso, senza perdere il passo. Mi rendo anche disponibile, se necessario, a collaborare con la nuova amministrazione che verrà per portare avanti questo progetto, che ritengo sia davvero una grande opportunità per il nostro paese». In sostanza, grazie a un bando Inail, emesso nell’ambito degli investimenti a favore degli edifici di utilità sociale, bando che il Comune di Enego è riuscito ad intercettare un paio d’anni fa, l’ex colonia, rientrata a pieno diritto tra gli immobili aventi criteri di finanziabilità, è riuscita ad ottenere un’erogazione di ben 20 milioni di euro, un maxi-contributo che ha già ottenuto l’avvallo della Corte dei Conti e che dovrebbe finanziare un intervento capace di riqualificare tutta l’area, sistemando nel contempo anche la viabilità della zona. L’arch. Sergio Giacon, di Bassano, il professionista che ha curato il progetto di fattibilità dell’intervento, è quindi intervenuto per illustrare i punti salienti dell’immobile e del progetto. «Si tratta di un’area considerevole, pari a 33 mila e 350 metri quadrati circa e con un volume di poco più di 28 mila metri cubi, con strutture in cemento armato, tetto in legno, solai in legno e latero-cemento che, nonostante l’abbandono di questi anni, sono ancora abbastanza sane. La struttura è grande e per questo abbiamo pensato ad un programma integrato di interventi che comprenda la creazione di spazi per servizi ma anche alloggi all’interno di un progetto di housing sociale e di quello che oggi viene definito “condhotel”: esercizi alberghieri che forniscono alloggi, servizi accessori ed eventualmente vitto in unità abitative dotate comunque però di servizio autonomo di cucina. Noi abbiamo anche pensato all’opportunità, visti gli spazi esterni e la presenza di alcuni locali accessori in passato adibiti a stalla, di destinare qualche zona a fattoria didattica, con percorsi olfattivi, orto e laghetti biodinamici, anche per promuovere colture autoctone legate al patrimonio socio-culturale ed enogastronomico del posto». «L’Amministrazione comunale - ha concluso il sindaco Cappellari - ora emanerà un bando a livello nazionale ma anche internazionale: se ci sarà qualcuno interessato a tutte le potenzialità di questa area, si potrà comunque anche modificare questo nostro primo progetto che ben illustra comunque le enormi potenzialità del complesso». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Rossella Mocellin
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