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05.09.2018

«Più partecipazione dopo il sacrificio»

Un momento della cerimonia a Granezza
Un momento della cerimonia a Granezza

Circa un migliaio di persone ha raggiunto Granezza nell’annuale cerimonia per commemorare le vittime della battaglia del 6 settembre 1944 e i caduti di tutte le guerre. Nonostante pioggia e freddo, domenica scorsa, a 74 anni di distanza dai tragici fatti, sono stati dunque in tanti a non voler mancare a questo appuntamento, particolarmente sentito in Altopiano e in molti comuni della Pedemontana. L’organizzazione è stata curata dall’apposito comitato formato dai Comuni Asiago, Lugo e Lusiana, sul cui territorio, tra Monte Corno e Granezza, sono situati i luoghi teatro della battaglia e i monumenti a ricordo, coadiuvati dall’Associazione Volontari della Libertà di Vicenza. Secondo un programma collaudato, ci si è dapprima riuniti a Monte Corno (Comune di Lusiana) per gli onori al monumento “Caduto ignoto per la libertà”, poi a Bocchetta Granezza (Comune di Lugo), per gli onori al cippo ai Caduti della Speer; quindi il corteo, aperto dal labaro della Federazione Italiana Volontari della Libertà, si è spostato a Granezza e dunque al sacello votivo, in territorio di Asiago, dove si è tenuto il clou della cerimonia con i discorsi ufficiali e la messa accompagnata e seguita dalla banda musicale di Lugo e dal coro “Monte Pasubio” di Schio. Circa una trentina i gonfaloni comunali e i labari delle associazioni combattentistiche presenti. Ad introdurre gli interventi delle autorità è stato il presidente dell’Associazione Volontari della Libertà Francesco Binotto, tra gli organizzatori dell’appuntamento. «Uomini come quelli elencati alle mie spalle - ha sottolineato indicando il monumento a Granezza che riporta i nomi di 250 caduti - sono un esempio morale e civile e devono essere conosciuti e ricordati». L’orazione ufficiale, che spetta a rotazione ai sindaci dei tre comuni coinvolti, quest’anno è stata tenuta dal sindaco di Lugo Robertino Cappozzo. «L'aspirazione alla giustizia, alla libertà, alla pace che hanno segnato il nostro grande passato, costruito con il sacrificio, la lotta, il martirio di questi uomini e donne che qui ricordiamo - ha sottolineato il primo cittadino, sintetizzando, causa pioggia battente, il suo intervento - si devono accompagnare oggi alla responsabilità delle scelte, alla passione della partecipazione e dell'impegno contro ogni facile indifferenza e passività, perché ciò che è successo non accada mai più». Al termine della cerimonia, come di consueto, si è pranzato insieme al Rifugio Granezzetta, dove si è voluto rendere onore all’ultimo dei resistenti, tra i combattenti a Granezza, il thienese Gianfranco Zanchi “Caco”, classe 1930, sempre presente alla cerimonia. Da sottolineare la presenza anche quest’anno dei nipoti e dei parenti del maggiore britannico John Wilkinson, conosciuto col nome di battaglia “Freccia”, arrivati dall’Inghilterra appositamente per partecipare alla cerimonia in ricordo del loro familiare, tenutasi il giorno precedente a Tonezza, sul luogo dove perse la vita, e quindi alla mattinata di Granzezza- Monte Corno. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

S.L.
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