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23.09.2018

Ortopedia, paura esodo Vertice tra Ulss e sindaci

Il primario Giovanni Costacurta e il dottor Nicola Calzavara
Il primario Giovanni Costacurta e il dottor Nicola Calzavara

Sos, ortopedici cercansi. A breve il reparto di ortopedia dell’ospedale di Asiago potrebbe rimanere senza medici ortopedici per la richiesta di trasferimento di tutti e tre gli specialisti attualmente in servizio. Scelta che sembra legata al pensionamento dell’attuale primario Giovanni Costacurta e alla mancanza di certezze per il futuro. Dal 15 ottobre i medici dell’ortopedia asiaghese, Nicola Calzavara, Cesare Chemello ed Enrico Scalco, lasceranno Asiago per altre strutture e incarichi. Di fatto il reparto resterà senza medici interni di riferimento, situazione che si aggraverà con il pensionamento del primario Giovanni Costacurta, che diventerà effettivo a fine anno ma che già a fine ottobre vedrà la struttura complessa di Ortopedia e traumatologia priva del dirigente. Di fronte alle perplessità espresse dal personale medico e infermieristico alla direzione ospedaliera pare che, per ora, la soluzione sia quella di affidare il reparto asiaghese all’attuale direttore di ortopedia di Bassano Giovanni Grano e al suo staff. Questo in attesa che i trasferimenti dei medici asiaghesi diventino definitivi (per contratto nazionale i tre medici hanno sei mesi di tempo per eventualmente riprendere servizio ad Asiago) per poi riorganizzare il reparto con le risorse già presenti tra Santorso e Bassano. Nel frattempo però la preoccupazione è che tutta l’attività chirurgica venga spostata nelle altre sedi ospedaliere dell’Ulss Pedemontana per non ritornare più ad Asiago facendo fare a Ortopedia la stessa fine che ha fatto la Chirurgia. «C’è purtroppo il rischio reale che il reparto possa chiudere temporaneamente – illustra il sindaco di Asiago, Roberto Rigoni Stern – una risoluzione assolutamente inaccettabile tanto più con l’avvicinarsi della stagione invernale dove la traumatologia ed ortopedia sono particolarmente prese d’assalto. La nostra preoccupazione inoltre è che le eccellenze create negli anni nel reparto andranno disperse e così il richiamo di pazienti da fuori Ulss che è una delle condizioni che mette in protezione il reparto da ridimensionamenti». «La direzione generale è già all'opera per garantire la regolarità dei servizi – spiega intanto l’Ulss 7 da Bassano – ed è già stato bandito il concorso per il primariato. Il prossimo primo ottobre ci sarà un incontro con i primi cittadini dell'Altopiano per parlare di tutti i temi che riguardano la sanità locale». •

Gerardo Rigoni
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