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11.02.2019

Oltre il Centenario, i Comuni fanno rete

Alcuni dei partecipanti all’incontro svoltosi a Montebelluna
Alcuni dei partecipanti all’incontro svoltosi a Montebelluna

Un progetto turistico culturale d’ampio respiro, per andare oltre il Centenario. Si è tenuto al Meve - Memoriale Veneto della Grande Guerra di Montebelluna l’incontro dei sindaci delle città attraversate dai fronti di combattimento durante la Grande Guerra con gli assessori regionali Cristiano Corazzari (Territorio, Cultura e sicurezza) e Federico Caner (Programmazione, fondi UE, turismo, commercio estero). Al centro del meeting il progetto, finanziato dalla Regione con oltre 22 milioni di euro, che mira a creare un network con la partecipazione di tutte le città venete teatro del primo conflitto mondiale. Il tutto in ottica di una valorizzazione permanente dei luoghi della memoria bellica italiana. Presenti all’incontro i sindaci, o loro rappresentanti, di Asiago (con l’assessore al turismo Chiara Stefani), Bassano, Castelfranco, Cavallino Treporti, Feltre, San Donà di Piave, Treviso, Vittorio Veneto, oltre che l’assessore alla cultura di Montebelluna Debora Varaschin e la direttrice del Meve Monica Celi. I primi cittadini di Cortina, Conegliano e Jesolo, assenti per imprevisti, hanno confermato il loro interesse a far parte di questo progetto. Tra i principali obiettivi dell’iniziativa, garantire un coordinamento scientifico di qualità, condividere la comunicazione con un materiale cartaceo unitario e un portale internet, garantire un’offerta promo commerciale unitaria nelle borse e nelle fiere del turismo mettendo in rete le Organizzazioni di Gestione della Destinazione e i Consorzi turistici sulla scorta di analoghi modelli operativi attuati con successo nel Nord Europa e, infine, coniugare l’offerta della memoria storica con gli altri valori storici, economici e culturali espressi dai vari territori. L’idea ha trovato piena approvazione da parte di tutti gli interlocutori. Già nelle prossime settimane si provvederà a predisporre un protocollo di lavoro Comune da condividere tra i diversi territori. Non si tratta di un progetto di carattere retrospettivo, né tanto meno celebrativo, quanto di una proposta culturale profondamente connessa ai processi storici attualmente in corso, in un momento cui si sta riflettendo sul futuro dell’Unione europea che, non va dimenticato, nacque come progetto comune nel 1945-46, proprio dopo le devastazioni prodotte dal Primo e dal secondo conflitto mondiale. •

Stefania Longhini
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