CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

01.11.2017

La Regione
mette il lupo
nel mirino

A Bruxelles si chiede che la tutela del lupo passi da fascia “A” a “B”
A Bruxelles si chiede che la tutela del lupo passi da fascia “A” a “B”

ALTOPIANO. Indennizzare in tempi rapidi gli allevatori colpiti da predazioni, prevedere indennizzi anche per le predazioni avvenute in zone non recintate e agire in Europa e a Roma per modificare lo status del lupo animale protetto. Queste le maggiori novità uscite dal tavolo tecnico regionale tenutasi ieri a Legnaro tra le categorie agricole, le Unioni Montane interessate dalla presenza del lupo, associazioni ambientaliste, forestali e la dirigenza agricola regionale coordinata dall'assessore regionale Giuseppe Pan. Una riunione dove Pan ha sottolineato che la Regione, nonostante la ferma convinzione di uscire nel 2018 dal programma Wolfalps, intende destinare molte più risorse agli indennizzi per le predazioni e per intensificare gli strumenti di prevenzione contro gli assalti del lupo. Fino a 250 mila euro nel 2018 saranno messi a disposizione per le aziende zootecniche. Risarcimenti previsti anche per quei capi di bestiame non protetti da recinzioni; un accoglimento di una richiesta altopianese che ha riconosciuto che molti pascoli, soprattutto in alpeggio, non possono essere recintati efficacemente.

«La Regione ha già pagato 60 mila euro di indennizzi agli allevatori colpiti – spiega Pan – Inoltre abbiamo distribuito 169 recinti elettrificati e fornito cani maremmani per la custodia degli animali. Altri fondi sono già disponibili. Mentre in previsione dell'uscita di Wolfalps saranno previsti 250 mila euro per il 2018 per il pagamento dei danni e per integrare la dotazione di mezzi preventivi».

Tra le strategie che il Veneto sta attuando per la gestione dei lupi c'è un piano di monitoraggio per verificare l’effettiva consistenza di branchi e singoli esemplari. Un monitoraggio che impiegherà tutto l'inverno per essere completo ma che poi servirà alla Regione per fare pressione, sia sul Governo italiano sia sull'Unione Europea, per modificare le normative sulle specie in via di estinzione.

«Secondo quanto stimato dalla Regione – spiega Emanuele Munari, presidente della Spettabile Reggenza – i lupi censiti in Veneto sono una quarantina; nettamente in crescita rispetto ai primi esemplari segnalati 5 anni fa in Lessinia. Quindi a Bruxelles il tavolo tecnico veneto (assieme ad analoghe iniziative in Toscana, Piemonte, Lombardia e Alto Adige) spera di riuscire a far passare il lupo da specie protetta di fascia A a fascia B che prevede norme meno severe nel contenimento numerico».

«Il Veneto conta già 280 predazioni su animali d'allevamento nel 2017, la Toscana quasi 2000 – prosegue Munari – La questione sta diventando di importanza nazionale. Auspichiamo che anche nella prossima conferenza Stato-Regioni vengano applicati degli emendamenti al piano di gestione nazionale dei grandi carnivori».

Durante l'incontro si è poi parlato del fenomeno dell'ibridazione, ovvero incroci tra cane domestico e lupo. I cui numeri non sono assolutamente noti e che il monitoraggio regionale spera di poter quantificare.

«Gli ibridi – conclude Munari – A quanto pare sono esemplari più audaci che si avvicinano con maggior facilità alle aree abitate. Se si riuscirà ad identificarli, in quanto specie non protetta, si potrà intervenire sia con la cattura sia, per quegli esemplari particolarmente pericolosi, all'abbattimento».

Gerardo Rigoni
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1