CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

04.09.2018

La Patata De.Co. punta sul biologico

Un terreno coltivato a patate a Rotzo
Un terreno coltivato a patate a Rotzo

La patata di Rotzo non rappresenta solo un prodotto alimentare di qualità ma è anche una risorsa economica per la montagna. Una ricchezza “ecosostenibile” che necessita però di maggior valorizzazione e di infrastrutture. «Gli oltre 4 mila quintali di patate prodotte a Rotzo all’anno portano nelle tasche dei residenti circa 250 mila euro – spiega Matteo Dal Pozzo, presidente dell’Associazione produttori di patate Rotzo De.Co. - Un supplemento di reddito che aiuta le famiglie a rimanere in paese. Abbiamo formato questa associazione proprio per la valorizzazione del prodotto e perché mantenga un livello d’eccellenza». Oltre all’associazione produttori, che raccoglie 17 famiglie, ci sono tre aziende agricole che coltivano patate, Zecchinati, Rigoni e Sartori. A loro si aggiungono altri 25 piccoli produttori. Oggi la patata è una delle principali coltivazioni nell'ambito della differenziazione agricola, tanto auspicata dalle associazioni di categoria. Grazie al terreno ideale, agli inverni rigidi che neutralizzano molte malattie e alle estati fresche e asciutte, il tubero rotzese trova infatti un contesto perfetto per l’esaltazione delle sue qualità organolettiche. Sono due i punti cruciali individuati per garantire la qualità delle coltivazioni: la creazione di un bacino idrico per garantire l’irrigazione dei campi e la ricerca di coltivazioni alternative per la rotazione dei terreni contro il deperimento del suolo. «Il bacino è però un progetto di difficile realizzazione – illustra Dal Pozzo –. Sono stati compiuti degli studi per valutarne la fattibilità ma la zona di coltivazione è molto frazionata e quindi sarebbe complicato raggiungere tutti i campi. Più semplice, per rendere la patata di Rotzo un prodotto ricercato, è la strada del biologico. Di recente la nostra associazione ha acquistato un mezzo agricolo che frantuma le piante dopo la raccolta, evitando concimazioni chimiche. Il biologico, inteso come coltivazione naturale, è la strada da percorrere». La patata di Rotzo è coltivata da secoli ma la svolta commerciale è arrivata solo di “recente”. Tra i primi ad apprezzare il tubero rotzese fu Ennio Pizzoli, dell'omonima azienda, che quaranta anni fa suggerì ai coltivatori di non vendere le patate per la semina, in quanto non concorrenziali a livello di prezzo, bensì di destinarle alla vendita al consumo. Nell’ambiente agroalimentare le patate di Rotzo erano già considerate tra le migliori d’Italia. Serve però mantenere il loro valore commerciale. I produttori quindi hanno scelto la svolta biologica, da promuovere però adeguatamente. «La coltivazione è oramai radicata – conclude Dal Pozzo – così come la patata di Rotzo è ormai ben conosciuta. La prossima sfida è quella di mantenere le sue caratteristiche evitando sovraproduzioni, perché non sempre si deve pensare ad aumentare la produzione ma piuttosto garantire la qualità». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gerardo Rigoni
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato in Informazioni sulla Privacy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Oltre al turismo quale potrebbe essere la chiave per lo sviluppo dell’Altopiano?
ok